Ma vale più il futuro dell’Italia o i voti?

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Dopo la votazione in cui tutti i partiti italiani, di qualsiasi orientamento e colore, si sono astenuti nella votazione sul nuovo Piano UE che impegnerà ogni paese per i prossimi anni:
– Cosa significa astenersi in una votazione relativa al nuovo Piano della UE dopo che il governo italiano lo aveva approvato affermando, non del tutto a torto, di aver ottenuto importanti miglioramenti? Che i partiti della maggioranza bocciano le decisioni del proprio governo?
– Cosa significa che il partito di opposizione si astiene dall’approvare un Piano costruito e preparato da un suo rappresentante?
– Cosa significa che tutti i partiti italiani abbiano votato in modo diverso dai propri gruppi europei?
– Quale conseguenza avrà nei rapporti con gli altri Paesi? Tecnicamente nessuna perché il Piano è stato regolarmente approvato, ma quale considerazione potranno avere in futuro gli altri Paesi nei confronti di un’Italia che ha combattuto mesi per modificarlo e poi non lo approva e che è l’unico Paese che tiene bloccato il Mes?
– Che cosa significa astenersi dopo una discussione durata mesi se non anni: se non sono d’accordo voto contro, se la condivido voto a favore, altrimenti è comportarsi come un novello don Abbondio: lascio agli altri decidere del mio futuro.
Purtroppo temiamo che l’unica giustificazione sia l’avvicinarsi delle elezioni europee: tra il danneggiare l’Italia e il cercare di accalappiare qualche voto in più non c’è discussione…
La solita differenza tra uomini di Stato (che si impegnano a migliorare il proprio Paese) e uomini politici (che pensano solo in termine di voti e al proprio tornaconto immediato)

di Angelo Gazzaniga

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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