L’EUROPA RISPONDE A TRUMP

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Di Stefano Cianchi<⁄em>
: L’aggressività di Trump spinge l’Europa a riprendere il controllo dei fattori critici per la sua sicurezza. Ecco tre importanti azioni già in corso:
– Euro moneta elettronica – Il secondo sistema monetario mondiale (il tanto odiato euro) deve poter agire su una piattaforma elettronica sotto controllo EU. Ad esempio, il sistema dei pagamenti via carte di credito è attualmente sotto il controllo non tanto del governo USA, ma di due soli operatori privati americani. Gli scambi europei via SEPA stanno crescendo sottraendo volumi ai due operatori (che peraltro usano gli scambi anche come raccolta dati). Il sistema americano non è in sostituzione, ma in affiancamento (a volumi proporzionali (non è quindi una guerra), ma è proporzionalmente affiancato e controllato dalla piattaforma europea.
– Microchip nanometrici – L’ASML, azienda olandese la cui autonomia finanziaria e gestionale è protetta dall’EU, è notoriamente l’unica azienda al mondo che produce macchine per produrre chip nanometrici. In questi giorni è negli USA a discutere delle barriere commerciali USA/EU sui chip. AMSL è protetta da leggi europee e è inserita il piani multimiliardari europei. Da monopolista di questa tecnologia, stanno contrapponendosi agli USA che bloccano agli europei l’uso di alcune loro tecnologie. Vedremo nei prossimi mesi gli esiti di questo confronto.
– Reti satellitari – Starlink, di nuovo una sola impresa USA, è in grado di decidere se dare servizio di parte agli eserciti sul campo. Per evitare tali asimmetrie, EU ha iniziato a irrobustire la propria rete satellitare. Per garantire questo sviluppo sul quale sta investendo miliardi di €, è necessario garantire che le frequenze di trasmissione siano di esclusivo uso dell’EU. Come negli altri due casi, EU non vuole sostituire gli operatori USA, ma vuole affiancarsi ad essi mantenendo il controllo assoluto su alcune component chiave del sistema di comunicazione commerciale e militare, come ad esempio alcune bande di frequenze.
Viene da dire: grazie Europa che non fa solo la regolatrice delle zucchine ma anche conduce azioni concrete per il controllo del nostro mercato, dei fattori di difesa integrata dei nostri Paesi. Anche il mercato dell’energia europeo si sta muovendo in questa direzione.

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Stefano Chianchi
Nato a Udine nel 1950. Laureato a Pisa in scienze dell’informazione, ha lavorato prima alla Zanussi-Electrolux e poi in un grande cantiere navale con la responsabilità dell’automazione della progettazione e del controllo produzione delle navi. Dal 1980 ha sviluppato la sua carriera in Accenture fino a prendere la responsabilità della Divisione Industria IGEM (Italia ed Est Europa) che include i settori industriali Consumer Goods, Retail, Automotive, Transportation, Health Care, Pharma, Industrial Equipment. Quando ha lasciato la posizione per il ruolo Europeo “Large Accounts, Growth and Strategy”, la Divisione Italia fatturava circa 200 milioni di Euro e contava su circa 1700 dirigenti e dipendenti. Oltre al ruolo di executive in Accenture, ha collaborato attivamente con aziende europee e globali in grandi progetti di trasformazione ed integrazione internazionale. Nel 2006 ha lasciato Accenture per dedicarsi ad investimenti industriali in proprio e in cooperazione con Private Equity.

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