IL PNRR E IL PIL

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Di Stefano Cianchi<⁄em>
Si tratta di capire se il contributo al PIL è specifico del PNRR o se è il delta verso un PIL che invece sarebbe stato negativo
in ogni caso va ricordato che i programmi a medio-lungo termine producono risultati appunto a medio-lungo termine.
Se misurati ad oggi il contributo al PIL e solo uguale alla spesa pubblica che si somma al PIL.
Quindi la spesa pubblica «locale» in teoria non contribuisce al PIL.
Oltre alle question «di calcolo» possiamo riconoscere alcune cause per un presunto PIL inferiore alle aspettative:
– estrema frammentazione dei progetti e quini inefficienza e dispersione dei risultati
– incapacità per lo più locale ma anche centrale nel seguire (sfruttare al meglio) il metodo PNRR. fenomeno che dipende dalla curva di apprendimento da parte delle amministrazioni pubbliche
– scetticismo e speculazione vs obiettivo di PIL
-In sintesi bisogna insistere su investimenti a medio-lungo termine per aumentare gli effetti a medio-lungo termine (obiettivi del tutto estranei alle logiche delle campagne elettorali permanenti che hanno il solo scopo di portare voti subito, ma non di migliorare la qualità della vita delle persone)
28/05/26, 11:12 – +39 348 989 7404: Ma quali sono state le realizzazioni/interventi più importanti fatti con i fondi PNRR ?

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Stefano Chianchi
Nato a Udine nel 1950. Laureato a Pisa in scienze dell’informazione, ha lavorato prima alla Zanussi-Electrolux e poi in un grande cantiere navale con la responsabilità dell’automazione della progettazione e del controllo produzione delle navi. Dal 1980 ha sviluppato la sua carriera in Accenture fino a prendere la responsabilità della Divisione Industria IGEM (Italia ed Est Europa) che include i settori industriali Consumer Goods, Retail, Automotive, Transportation, Health Care, Pharma, Industrial Equipment. Quando ha lasciato la posizione per il ruolo Europeo “Large Accounts, Growth and Strategy”, la Divisione Italia fatturava circa 200 milioni di Euro e contava su circa 1700 dirigenti e dipendenti. Oltre al ruolo di executive in Accenture, ha collaborato attivamente con aziende europee e globali in grandi progetti di trasformazione ed integrazione internazionale. Nel 2006 ha lasciato Accenture per dedicarsi ad investimenti industriali in proprio e in cooperazione con Private Equity.

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