Di Angelo Gazzaniga<⁄em>
Dalla recente pubblicazione delle statistiche Istat emergono alcune considerazioni:
– Per quanto riguarda l’occupazione è salita del 4,3% .è questa un’ottima notizia dopo anni di calo dell’occupazione. Ma il rovescio della medaglia è che si tratta di occupazione trainata dagli over 50: segno che per i giovani, per il nostro futuro, non si vedono ancora prospettive lavorative valide
– Secondo il rapporto i punti deboli dell’Italia continuano a essere formazione e tecnologia. Sono problemi ormai annosi: la scuola non prepara al lavoro e manca sempre il rapporto scuola-industria mentre gli investimenti in tecnologia sono sempre inferiori a quelli degli altri paesi europei. Abbiamo poche aziende di eccellenza mondiale, ma in media ci sono aziende troppo piccole per affrontare le nuove tecnologie: basti vedere il nostro ritardo nell’applicazione dell’IA
– La povertà è in aumento e raggiunge livelli preoccupanti. 11 milioni di persone sono a rischio povertà: cioè uno su cinque fatica ad arrivare alla fine del mese.
– Un raffronto con la Spagna è impietoso: negli ultimi tre anni la Spagna è cresciuta del 9% contro il nostro 2,3% e abbiamo ancora il più basso tasso di accrescimento di tutta la Ue. Il paese iberico è stato aiutato dalla maggiore spesa pubblica (vincolata molto meno di noi a un debito monstre) e dall’aumento della popolazione. L’aumento degli stranieri regolari è stato per loro del 22,3% rispetto al nostro 4,6% (e si tratta per la maggior parte di persone in età lavorativa). Inoltre la Spagna ha puntato molto su servizi ad alto contenuto tecnologico, mentre noi abbiamo puntato su un settore tecnologicamente povero come le costruzioni.
– Le retribuzioni sono salite più dei prezzi (e questo è un giusto motivo di orgoglio per il governo), ma la perdita del potere di acquisto è ancora dell8,6% rispetto al 2018. Vuole dire in soldoni che tutti noi possiamo comperare quasi un decimo meno di quanto compravamo allora.
Sono considerazioni che dovrebbero essere davanti a tutti quando si prendono decisioni importanti e che dimostrano come i numeri, le statistiche siano un metodo sicuro, anche se spesso ignorato in Italia, per valutare una situazione.
Statistiche che però vanno affrontate in modo corretto e comprensivo di tutti i dati, altrimenti diventano sono momenti di propaganda


