StudiLiberali New Logo Modified_2

Economia

Lo sviluppo dell’economia è essenziale per produrre le risorse da investire equamente sia in nuova R&D, per garantire la continuità della crescita, sia da destinare alla socialità. I principi ormai universalmente riconosciuti nelle realtà economiche mondiali che sanno svilupparsi e per noi costante punto di riferimento, sono:

Economiarendere competitivo il Sistema nazionale per la parte dell’ Amministrazione Pubblica, migliorando la produttività, eliminando gli sprechi ed i posti di lavoro improduttivi, grazie soprattutto ad una forte spinta alla sussidiarietà, eliminando gli ostacoli che limitano lo sviluppo di imprese e imprenditorialità;

eliminare qualsiasi ostacolo che limiti la concorrenza, la trasparenza del mercato  e non permetta abusi e rendite di posizione, incentivando l’attività delle associazioni dei consumatori laddove non esista un sostanziale potere contrattuale individuale;

eliminare i vincoli e le norme che limitano un reale mercato del lavoro, flessibile e premiante i risultati

e le professionalità. Spetta allo Stato la sola fissazione delle regole minime atte ad evitare abusi, rischi e sfruttamenti; con ammortizzatori sociali semplici-certi-incentivanti;

eliminare la logica assistenziale alle imprese da parte dello Stato, che non deve fare raccolta

e ridistribuire loro risorse, alleviando la pressione fiscale. Non devono esservi favori a determinate categorie d’aziende o specifici tipi d’investimento. L’impresa e l’imprenditorialità devono potersi sviluppare orientate dalle richieste dei mercati in continua e rapida evoluzione;

privatizzare la previdenza sociale con l’incentivo a fondi pensione e la progressiva eliminazione degli obblighi contributivi verso l’INPS, eliminando gli oneri impropri sulle retribuzioni;

liberalizzare ed incentivare la costruzione di infrastrutture logistiche (ferrovie, porti, strade) garantendo un mercato competitivo anche realizzando finalmente una adeguata quota di energia rinnovabile o nucleare con costi pari a quelli dei competirors mondiali;

semplificare al massimo i processi amministrativi ed autorizzativi per incentivare la nuova imprenditorialità;

abolire tutte le sovrastrutture, gli enti, le attività dello Stato inutili e/o ripetitive ed avere orari di lavoro e produttività pari a quelli dei sistemi produttivi, anche mediante l’impegno ad almeno 40 ore

di lavoro settimanali e non più di 25 giorni lavorativi di ferie e festività;

escludere a che normali associazioni professionali operino quali corporazioni di Stato (sindacati e ordini professionali), che limitano la concorrenza e il continuo giudizio del mercato;

attribuire al sistema produttivo solo oneri sociali di competenza (assicurazione infortuni di forma privata, scelta del tipo di pensione e pagamento della stessa a carico dei singoli, ecc.);

rilanciare fortemente la ricerca scientifica, le attività a contenuto tecnologico e la produzione energetica, con nuove tecnologie, mediante incentivi fiscali per gli investimenti ad alto rischio di successo ed una politica del territorio improntata ad un suo migliore utilizzo;

attribuire concessioni solamente laddove vi sono monopoli naturali e infrastrutturali, garantendo

elevati vincoli per trasparenza e funzionamento del mercato, premiando chi offre il servizio migliore a minor costo con gare, aste concorrenziali in continuo per periodi non lunghissimi, vincoli qualitativi

e di sviluppo, capitolati adeguati;

avere una giustizia amministrativa tempestiva e con certezza del diritto ed una adeguata lotta

alla corruzione ed ai conflitti di interesse;

avere una gestione del cambio € e patti bilaterali dell’interscambio commerciale, atti ad impedire deindustrializzazioni difficilmente ricostruibili;

fare uscire lo Stato da tutte le imprese economiche laddove è possibile creare una adeguata concorrenza sul Mercato;

il tutto comporta una notevole diminuzione dei costi dello Stato ed una conseguente elevata riduzione della pressione fiscale e quindi della evasione.

Il mondo sta andando ad un’altra velocità. Molte nazioni non sono in crisi. E noi partiamo da lontano per poterle inseguire.
 

” Il significato della liberta’ economica e’ questo: che l’individuo sia nella posizione di scegliere il modo in cui si vuole integrare nella totalita’ della societa’ “.

Ludvig von Mises

” Piu’ lo stato ‘pianifica’ piu’ difficile diviene per l’individuo pianificare “.

Friedrich August von Hayek

” Il ricorso al debito pubblico non deve essere una modalità ordinaria di copertura della spesa pubblica ma solo straordinaria “.

Luigi Einaudi 

“…Se dovesse essere Washington a ordinarci quando seminare e quando mietere, presto ci troveremmo a corto di pane…”

Thomas Jefferson

LINKS

Ministero dell’Economia e delle Finanze

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Comunicazioni

Portale delle Imprese

  • Sbloccare la programmazione, non solo i cantieri

    In Italia le infrastrutture di trasporto non ripartiranno solo grazie a un pur condivisibile decreto sbloccacantieri. È necessaria la ripresa della programmazione di settore, metodologicamente fondata, che ponga le basi di una crescita di lungo periodo. Marco Percoco (da “laVoce.info”)

  • Il debito pubblico non si azzera per magia

    L’Italia ha sprecato, nei primi anni dell’euro, l’occasione storica per risolvere il problema del debito pubblico. E oggi trovano sostenitori coloro che propongono ricette miracolose per ridurlo o eliminarlo senza pagare pegno. La realtà, però, è ben diversa... Di Tommaso Monacelli (da “laVoce.info”...