Si farà il partito dei liberali?

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La sola “politica” per permettere di uscire dalla sempre più profonda crisi nella quale l’Italia è precipitata e che vedrà la situazione peggiorare ancora per i prossimi 12-24 mesi, è quella liberale .
Per cosa intendiamo per “politica liberale”, i non addetti ai lavori possono consultare i siti di Studi Liberali (e delle decine di siti collegati che trovate nella pagina LINKS), dell’Istituto Bruno Leoni, di Fermare il Declino, di Libertates, di Rivoluzione Liberale, solo per citarne alcuni.

La gran parte degli italiani che sa cosa vuol dire lavorare seriamente, che non vuole privilegi, che paga le tasse, che odia i farabutti e desidera aiutare con le sue tasse solamente i deboli e i bisognosi, dovrebbe volere le cose che questi Think Tank spiegano e promuovono. Una gran parte degli italiani e dei politici di quasi tutte le aree si dichiara liberale. Ma poi la politica liberale non viene praticata o votata. Prevalgono le “clientele” e gli interessi particolari e di partito.

Ecco allora che solamente un 35% degli italiani voterebbe un partito veramente liberale , ma non lo trova. Il PDL, che avrebbe dovuto essere il Partito liberale di massa, è caduto in molte contraddizioni ed errori e quindi un’ importante parte di tali elettori cerca altro. Così come cercano altro i liberali che hanno votato a sinistra, turandosi il naso, solo perché non hanno trovato di meglio.

Esiste quindi lo spazio elettorale per un partito veramente liberale, che può raccogliere anche un 15% di voti ed essere così condizionante nella formazione di un Governo e di un piano di sviluppo dell’occupazione e del benessere per le famiglie.

Ma chi oggi può creare questo partito (definizione che io preferisco, perché indica un qualcosa di strutturato, anche se leggero e non costoso, invece che “movimento” o “lista elettorale”)?

Potrebbero farlo gruppi di persone capaci e perbene che fanno capo a Costituente Liberale (politici di recente o lunga militanza, esperti ed organizzati), Fermare il Declino (con economisti di talento e la dinamica comunicazione di Oscar Giannino), Italia Futura (associazione organizzata, Montezemolo a parte che non si capisce bene cosa voglia fare), Zero+ (con centinaia di giovanissimi politici coordinati dall’esperto Piercamillo Falasca) e vari altri, parlamentari seri compresi, con i “vecchi”, ma ancora organizzati, PLI e PRI .

Ma occorre che i loro rappresentanti si siedano intorno ad un tavolo con le opportune deleghe e fissino le regole dello stare insieme, scelgano un nome e una decina di esponenti nazionali che raccontino a giornali e televisioni chi sono e cosa vogliono fare . Mettendo in cantina piccoli dissapori e distinguo poco utili al risultato finale, così come i loro “marchi” e statuti ormai obsoleti. E che lavorino per una causa comune, senza i ricercatori di un “taxi” che li porti in Parlamento non importa con chi o gli one-man-show o chi si crede l’ombelico del mondo. Senza gli altri, nessuno ha i “fondamentali” per presentarsi da solo alle elezioni. E i veri liberali, diluiti in altre formazioni, non incidono come sarebbe auspicabile.

“Ce la faranno i nostri eroi “… ? Sono tutti amici o vecchie buone conoscenze. Io ci sto provando a dare una mano. Chi può aiutare è il benvenuto.

Adriano Teso

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