Libertà anche per i figli!

Lo dicevano anche i Pink Floyd: “Hey teacher, live them kids alone!”, lasciate liberi i vostri figli. È quello che va dicendo il noto psichiatra Paolo Crepet da un po’ di tempo a questa parte.
Difficile cambiare le regole in momenti nei quali un’ Ipad vale più di una figura materna o paterna. Altrettanto difficile se la cosiddetta “crisi” finanziaria si tramuta in ambito sociale, disorientando le famiglie nella loro unica missione: educare.
Durante il dibattito pubblico intitolato “Educare in tempo di crisi”, tenutosi mercoledì 3 ottobre al Teatro Fraschini di Pavia, Crepet ha puntato il dito senza troppe remore, portando una ventata di liberalismo all’interno dell’alveo familiare. Se i ragazzi crescono male e senza regole il motivo sta nel “dolce” autoritarismo dei genitori. In quell’abbraccio soffocante giustificato da quell’italica paura di perdere i propri figli, i quali a loro volta languono in questo torpore perché totalmente incapaci di agire o pensare in maniera autonoma.
Cosa fare? Semplice, preoccuparsi di meno, togliere il piede dall’acceleratore, non imporre tutto dall’alto, ma fare in modo che un ragazzo sia libero di sognare e vivere la propria vita con tutti i rischi del caso.
Paolo Crepet è uno psichiatra e non di certo un’economista o un politologo ma, a ben vedere, le sue tesi, rappresentano uno spunto che rispecchia fedelmente le dottrine liberali in una sorta di parallelo Stato/Famiglia, dove il cosiddetto “controllore” dovrebbe vigilare, non imporre. E dove il “controllato” non dovrebbe aspettare, bensì trovare il proprio spazio d’azione.

Alessio Molteni

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