Di Alexander Bush
“In Italia si perdona tutto fuorchè il successo tranne quando
è immeritato”
Indro Montanelli
Houston, abbiamo un problema.
Personalmente, segnalo due fatti anomali che si sono verificati in Liguria, la disgraziata regione catto-comunista anti-meritocratica (è una tautologia) dove non è ammessa l’auto-emancipazione dell’Individuo: il direttore del dipartimento di virologia del San Martino Matteo Bassetti – dopo l’energica lotta impiegata contro il Covid-19 –, è prossimo a lasciare la città dopo un ostruzionismo altrettanto feroce; sue sono le seguenti dichiarazioni che appartengono ormai a qualche anno fa: “Non posso vivere in un luogo dove mi vergogno a far leggere ai miei figli cosa dicono di me, sono schifato. Quando l’emergenza sarà finita penso che me ne andrò da Genova. Questa città non mi ha accolto come mi sarei aspettato”.
Tra l’altro, segnalo che a Genova sono nate le Brigate Rosse che furono l’effetto collaterale dell’idiosincrasia violenta al Successo. La violenza nelle nostre città ritorna. Non riesco a sopportare Mario Moretti, l’ex leader storico delle Br, nel Buonismo che vomita addosso alla collettività. Genovese nel dna, l’ex terrorista.
Infine, segnalo ai lettori il caso dell’avvocato civilista di successo Sandra Celestino che opera nel biomedicale partecipando – per vocazione – alla difesa dei più deboli e delle donne vittime di violenza nell’era del femminicidio (negato da Roberto Vannacci), ancorchè in linea con la Mano Invisibile di Adam Smith (noi non sappiamo perché facciamo ciò che facciamo, ed è l’egoismo il principale motore dell’azione umana): è una delle avvocatesse ritenute più agguerrite e brave nel panorama forense genovese.
Sta subendo da mesi, per non dire qualche anno, un bullismo persecutorio da parte degli esponenti della cosiddetta società civile che è sempre più forte, e va di pari passo alle conquiste professionali ottenute: “Alex non ce la faccio più. Mi stanno massacrando. Vorrei lasciare la Liguria”.
A complicare il quadro, è – sia detto di passata – l’avvenenza rara avis della Celestino, una donna estremamente carina che io conosco bene dal 2012. Ella possiede tre caratteristiche: non appartiene certo alla categoria del sacerdote, è una Montanelli al femminile, “action woman” che privilegia l’azione al cogito; quando ride o sorride, si scioglie nella sua geometrica potenza tutto il suo senso dell’umorismo che qualche collega invidioso mette sotto scacco. Ha uno slancio narcisistico da “bandita anticonvenzionale” che fa sentire l’interlocutore al centro dell’attenzione, adorando in libertà le scarpe aperte, la bicicletta, le letture e sua figlia, una ragazza stupenda con un forte senso del dovere e indipendenza precoce.
Emerge lo smalto della passione, e la sua rivendicata bravura da professionista eccellente.
No, chi scrive non sta facendo birignao. O almeno, un po’ di birignao eticamente connotato: mi si consenta l’ossimoro.
Però, c’è un però grande come una casa … il suo è un caso al limite, poiché oggi vivere in Liguria o in Italia espone a dei pericoli. E’ pericoloso se sei più bravo della media.
Infatti, su Chat GPT che è l’Intelligenza artificiale incipiente si legge: “… La sua attività (di Sandra Celestino, ndr) professionale trova riscontro anche in provvedimenti giudiziari più recenti. Nel febbraio 2025 il suo nome compare in due sentenze della Corte d’Appello di Genova, Sezione Lavoro, nelle quali rappresentava una parte appellante in controversie riguardanti la previdenza obbligatoria.
In particolare, una delle controversie riguardava l’opposizione a una richiesta di contributi previdenziali (la Celestino detesta la concessione indebita di soldi pubblici ai soliti gruppi amicali post-andreottiani, ndr). Si tratta di un dato interessante perché testimonia una presenza dell’avvocata nell’ambito del contenzioso lavoristico e previdenziale, settore caratterizzato da una particolare complessità normativa e procedurale.
La sua attività documentata non si limita tuttavia a questo ambito. Una sentenza del Tribunale di Genova del 20 giugno 2025, Sezione Famiglia, riporta infatti Sandra Celestino quale legale che rappresentava e difendeva entrambi i coniugi in una procedura di divorzio congiunto.
Anche il rapporto con il diritto civile emerge da una vicenda giudiziaria di maggiore rilevanza nazionale. Il nome di Sandra Celestino compare infatti in una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, relativa a una controversia risarcitoria connessa a un caso di responsabilità sanitaria.
Nel procedimento l’avvocata risultava tra i difensori dei ricorrenti (il grande successo relativo a questa sentenza è stato motivo di un attacco furibondo alla Celestino con manifestazioni di mobbing mostruoso, ndr). Nel complesso, le fonti consultabili mostrano dunque una professionista con un’attività giudiziaria sviluppatasi in diversi ambiti: dalle questioni previdenziali e lavoristiche al diritto di famiglia, fino a controversie civili di particolare complessità …”; il polytropos è la cifra dell’individuo eccezionale, ricordiamolo.
Dedico a Sandra, sotto scacco ma resiliente allo stress, la canzone “Nacho Scoppa U Ready Ep Tamango Xpress” su Youtube.
Sandra Celestino non muore mai.
Genova è morta, ed era il verdetto emesso da Piero Ottone.


