LA FLAT TAX: UN INCENTIVO AL NERO

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Di Angelo Gazzaniga

Le flat tax sono un potente incentivo al nero, cioè all’evasione.
Senza considerare l’iniquità della tassazione per chi non può utilizzarle (basti considerare che per un reddito di 80.000 euro con la flat tax si pagano 7440 euro di tasse anziché 13.500) le flat tax introducono due spinte particolarmente importanti verso l’evasione.
La prima spinte nasce dal fatto che per chi usa la flat tax c’è una detrazione automatica del 38% in quanto si considera questa percentuale come l’importo dei costi sostenuti, senza necessità di dimostrazione con scontrini o fatture.
Così non si vede quale necessità abbia il contribuente di richiedere la fattura: in questo modo evita di pagare anche l’Iva e viene a cadere l’interesse reciproco e contrario alla fatturazione. In questo modo evadono senza problemi sia il venditore sia l’acquirente.
Seconda spinta è quella data dall’importo massimo: è evidente che chi si trova al limite massimo farà di tutto per non superarlo e per non cadere nella tassazione ordinaria.
Quindi sottofatturazioni e vendite in nero diventano un modo semplice e conveniente per non superare il limite e contemporaneamente evadere.
Tutto questo è particolarmente interessante non tanto per le partite iva “di necessità” (cioè quelle partite iva che nascondono un rapporto di lavoro dipendente) con fatture a cifre ridotte, ma proprio per quelli che hanno un fatturato abbastanza elevato e che a maggior ragione dovrebbero pagare le tasse come tutti gli altri cittadini.
Una dimostrazione questa di come la flat tax sia tutt’altro che un mezzo per ridurre il nero, ma abbia la funzione di blandire certi ceti ottenendone consenso in cambio di un tacito assenso all’evasione.
Sarebbe molto più utile ed equo contrastare le partite iva fittizie controllando con più rigore questi rapporti di lavoro continuativi (controllando ad esempio, che non vi sia un unico soggetto a cui si fanno fatture) e sottoporre gli altri alla tassazione normale in base al principio che la vera tassazione dovrebbe essere progressiva, con aliquote uguali per tutti e calcolata sull’effettivo reddito (ad esempio ammettendo la detrazione integrale di tutte le spese sostenute documentabili).
Solo in questo modo potremo avere un sistema fiscale più equo, più giusto e più rispettoso del diritto di tutti i cittadini a essere trattati in modo uguale da qualsiasi parte arrivi il loro reddito.
Altrimenti continueremo ad avere un sistema fiscale in cui un autonomo non paga neppure la metà delle tasse che paga un pensionato ed è praticamente libero di evadere.

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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