A ‘n metro de distanza, please!

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Sto virus è proprio ‘na merdaccia
Io je sputerebbi dritto ‘n faccia,
O je direbbi qualche parolaccia
Ché m’ha fatto fa ‘na figuraccia.

N’anamichetta mia alquanto bona,
Nun pe’ gnente è nata qui a Roma,
Me chiede timida ssi sono “positivo”
Ed io a lei: come no?, tutto giulivo.

Intendevo se capisce che me piace
Magná pesce e carne sulla brace,
Bere vino rosso e bianco dei Castelli
Cantá a fine pasto allegro li stornelli.

Lei invece de rilassasse e venì vicino
Tanto pe’ fà a due quarche giochino,
Me guarda come ssi fossi ‘n’appestato
Che s’appropinqua troppo all’abbitato.

Sbianca come ‘n cero che se spegne,
Mortacci tui, che cerchi da le fregne?
Fa schizzando a ‘n metro de distanza
Manco ce fosse ‘a rogna nella stanza.

Resto de sasso, m’aspetto ‘n bel ceffone,
Ma quella s’alza, me dá solo der cojone:
Vai ad appestá qualch’altra zozzoncella
Ch’io nun so’ vaccinata pe’ sta varicella.

di Enrico Bernard

Enrico Bernard
Enrico Bernard
Enrico Bernard è nato a Roma nel 1955, figlio dello scrittore Carlo Bernari autore del romanzo chiave del neorealismo "Tre operai" del 1934. Si è laureato in filosofia nel 1980 alla Sapienza di Roma e ha conseguito il dottorato di ricerca in letteratura italiana all'Università di Zurigo. Ha esercitato per venti anni dl 1979 la professione di giornalista presso diverse testate (Paese Sera, Moda, King, Radiocorriere TV) e ha fondato nel 1987 la Casa Editrice Editori Associati (oggi Entertainmentart) specializzata in testi e saggi di drammaturgia. Al contempo ha svolto un'intensa attività come autore drammatico, saggista, sceneggiatore. È stato docente e artist in residence dal 2005 al 2022 presso il Middlebury College (Vermont, Usa). Il suo "Manifesto del Teatro Snaturalista" del 1992 è stato illustrato da Dario Fo ed è pubblicato nel sito Franca Rame e Dario Fo. Dalla sua commedia "Forever Blues" ha tratto una sceneggiatura per il film di e con Franco Nero, insignito di un Golden Globe per la colonna sonora. Le sue opere teatrali sono pubblicate da Bulzoni, Beat, la Mongolfiera, mentre i suoi saggi sono usciti nelle principali riviste di italianistica internazionali. Ha tradotto diverse opere del teatro romantico tedesco in prima traduzione italiana.

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