Di Angelo Gazzaniga
Finalmente lo Stato italiano si è arreso, non tanto alle ingiunzioni della UE quanto ai principi di un economia liberale e soprattutto al buon senso e all’equità.
Termina così lo scandalo di concessioni date per poche migliaia di euro a soggetti che hanno giri d’affari milionari (il Billionaire per esempio).
Correttamente le gare che verranno fatte saranno aperte a tutti e gli attuali gestori avranno diritto di prelazione a parità di offerta.
Inoltre è previsto il riconoscimento delle spese effettuate per il miglioramento delle strutture e per gli investimenti.
Una soluzione attuata in tutte le gare in cui qualcuno subentra a un altro: si riconosce quanto speso in base a quanto non ancora ammortizzato.
Regola univoca e generale che viene bypassata in questo caso: la valutazione del valore delle opere fatte dal vecchio concessionario verrà fatta da funzionari comunali.
Ecco “in cauda venenum”: si tratterà di una valutazione fatta “tra amici” e a esclusivo favore del vecchio concessionario a cui, in questo modo, verranno accreditate cifre non dimostrabili.
Un modo per favorire gli amici degli amici e per riconoscere, come molto probabile, spese fatte in nero e non documentabili.
Una ulteriore prova di quanto sia difficile avere concorsi e gare effettivamente neutrali


