7 Buone ragioni per abolire il reato di immigrazione clandestina

Data:

Lampedusa, Ottobre 2008. Visita del Gran maestro nell'isola di Lampedusa
Abolire il reato di immigrazione clandestina, perno della legge Bossi-Fini , è necessario e opportuno per diverse ragioni. Vediamole singolarmente:
In primis, questa legge criminalizza mere condizioni personali, creando un reato che non ha giustificazioni concrete e qualifica come colpevole chi si trova nella semplice condizione di essere straniero in Italia senza la documentazione e non ragionevolmente chi invece abbia compiuto fatti materiali. In pratica colpisce una condizione e non una condotta. In poche parole per essere criminale basta essere clandestino senza bisogno di far nulla. Pazzesco!
In secondo luogo la Bossi – Fini è stata inutile e dannosa perché non ha evitato gli sbarchi ma è servita soltanto a procurare dolore ai migranti e inutile superlavoro alle Procure.
Terzo punto: oggi vi è il grave problema del sovraffollamento delle carceri. Non si sa se la soluzione possa essere l’amnistia o l’indulto. Probabilmente no. Ma sicuramente non lo è quello di “reclutare” nuovi carcerati, colpevoli solo di essere venuti in Italia senza permesso, per andare ad affollare ulteriormente le patrie galere.
Quarto punto: mettere in galera clandestini che non hanno fatto nulla, quindi sicuramente non criminali, con delinquenti stranieri e italiani, che già stanno scontando la propria pena non è sicuramente un bel modo di fare giustizia! Come dire: creiamo insomma altri potenziali delinquenti!
Quinto punto: l’Italia ha bisogno degli immigrati. Lo dice la demografia, la sociologia e persino la Confindustria! Quindi trasformiamo la Bossi-Fini in una legge civile che regoli in modo serio i flussi migratori e faccia davvero funzionare le espulsioni per chi le merita.
Sesto punto: prepariamo i nostri figli ad affrontare una società multietnica, che già è presente nelle scuole, nelle imprese, nella società civile. Il clandestino se rimane tale va espulso non messo in gattabuia.
Settimo punto: vogliamo davvero vivere in un Paese che tollera chi ha frodato il fisco per diversi milioni di euro a rappresentarlo nelle istituzioni e che allo stesso tempo vuole sbattere in galera un povero disperato clandestino anche se è innocente?
Assicuro che chi scrive non è, non è stato e non sarà mai comunista, non fa parte di nessuna intellighenzia ed è molto distante dall’ala populistico-pauperista della Chiesa cattolica. E’ semplicemente un cittadino che vuole vivere in un Paese più giusto.

Renato Cantagalli

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Renato Cantagalli
Renato Cantagalli è lo pseudonimo di un giornalista campano nato nel '79 in provincia di Caserta. Opinionista irriverente e unpolitically correct di Libertates ha collaborato con vari media occupandosi di politica. Il suo pensiero: dopo il superamento dei concetti di destra e sinistra, il liberalsocialismo è la strada sulla quale devono incamminarsi Italia ed Europa.

2 Commenti

  1. Con molto rispetto per Renato Cantagalli, vorrei far notare che le sue ragioni a favore dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina non mi convincono , e mi sembra non reggano nemmeno a un esame anche di semplice buon senso:
    1 se uno sconosciuto entra in casa tua in modo fraudolento e si installa nella tua camera da letto, non invochi lo sfratto in prefetturm, ma l’arresto in questura. E l’arresto si spera che avvenga, anche se lo sconosciuto invocasse di non aver commesso nulla di male, perché il suo “stato” è quello di rifugiato nella tua camera da letto. Così farebbe senz’altro anche Renato Cantagalli, procedendo alla denuncia. O forse il territorio italiano è meno importante della camera da letto di casa Cantagalli, e lì si può fare qualsiasi cosa?
    2 La legge Bossi Fini non ha frenato gli sbarchi? vero, il commercio di schiavi internazionale è fiorente e molto ben organizzato, così come le dittature del terzo mondo sono molto efficienti. Ne consegue forse che dovremmo legalizzare lo schiavismo e le dittature? E poi, se sconsideratamente lo si facesse, si provocherebbe il boom dello schiavismo verso l’Italia. Ottima soluzione davvero!
    3 Le carceri sono piene, è vero: un bel guaio. Che facciamo allora, sostituiamo il carcere con una ramanzina e rimandiamo tutti in libertà?
    4 Mettere in carcere clandestini e altri delinquenti può moltiplicare i cattivi esempi. Verissimo! Ed ecco la soluzione: lasciare i clandestini liberi di nasciondersi nei ghetti, dormire sotto i ponti e nei parchi pubblici: lì avranno modo di imparare l’educazione civica. Ma forse c’è un’alternativa: costruiamo in tutte le città nuovi quartieri modello per i clandestini (naturalmente ricorrendo a qualche nuova tassa, che sarà mai!).
    5 L’Italia ha bisogno degli immigrati. Certo! ma di quelli regolari, che spesso non riescono a ottenere il visto di lavoro a causa della programmazione dei flussi, non di quelli clandestini.
    6 La società muiltietnica temo sia solo uno slogan: che significa? Saranno gli immigrati ad adattarsi alle leggi e alla cultura italiana, oppure viceversa?
    7 Chi ha frodato il fisco, in una visione liberale, se può candidarsi a norma di legge è un cittadino uguale agli altri. Ci penseranno gli elettori a decidere se è degno o no del parlamento, non il tribunale morale designato (con le migliori intenzioni del mondo) da tutti i bravi benpensanti giustizialisti

  2. Cercherò di rispondere in modo sintentico all’amico Gaston: 1)credo che la differenza tra un’abitazione privata e il territorio di una nazione sia evidente, sia per dimensione che per funzione. A casa mia chi entra lo decido io senza me e senza ma. La questione di chi debba entrare o meno in Italia è per natura completamente diversa;
    2)Per stessa ammissione di Gaston la Bossi – Fini non ha frenato gli sbarchi. Dunque ha fallito e se una legge fallisce la si cambia;
    3)Le carceri sono piene? Una ragione in più per mandare in galera i delinquenti non crearne di nuovi punendo condizioni anziché condotte;
    4)Non lasciare i clandestini liberi di nascondersi nei ghetti ma trovare una soluzione politica insieme agli altri Paesi europei: ovviamente dovremmo smettere di essere in Europa una mera espressione geografica cercando di contare invece un po’ di più;
    5) Certo che l’Italia ha bisogno di regolari e non clandestini: ma per il 90% dei casi gli immigrati non vengono in Italia già da regolari. Questo è un altro punto che dovrebbe essere affrontato;
    6)E’ chiaro che chi viene nel nostro paese dovrà rispettare la legge e la cultura italiana. La società multietnica è già sotto gli occhi di tutti specialmente nelle grandi città. Quando io ero bambino in prima elementare nella mia classe eravamo tutti italiani. Oggi le scuole sono piene di bambini stranieri. E domani lo saranno ancora di più. Bisogna prepararsi a questo e dotarsi degli strumenti opportuni. Un’idea sarebbe quella di passare dallo ius sanguinis a uno ius soli temperato come nella maggior parte dei Paesi europei;
    7)In un Paese liberale come gli Stati Uniti chi ha frodato il fisco sta in galera non in Parlamento.
    Ringrazio l’amico Gaston per aver stimolato questo dibattito costruttivo.

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