UNA QUESTIONE DI METODO E DI COMPETENZAGESTIONALE

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Finalmente è partita la battaglia agli abusi sull’immagine delle persone. Finora la Privacy è stata un enorme spreco di soldi e sforzi, per cosí dire, preventivi. Del tutto inutili ed inefficaci. Ora si sta formando l’idea che bisogna colpire l’abuso e lasciar perdere la burocrazia e i suoi innumerevoli documenti che tutti, cittadini e imprese, compilano tutti i giorni e pure li devono conservare. Un costo che milioni di cittadini e imprese sostengono tutti i giorni inutilmente anche se non intendono per nulla abusare delle informazioni che riguardano gli altri. Una burocrazia pesante del tutto inutile.
Privacy un concetto giusto, realizzato malissimo per incapacità organizzativa ed esecutiva. Costosa filosofia astratta vs efficacia ed efficienza.
Speriamo che sia una battaglia seria per il diritto alla privacy cioè ben concentrata contro chi compie gli abusi.

di Stefano Cianchi

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Stefano Chianchi
Nato a Udine nel 1950. Laureato a Pisa in scienze dell’informazione, ha lavorato prima alla Zanussi-Electrolux e poi in un grande cantiere navale con la responsabilità dell’automazione della progettazione e del controllo produzione delle navi. Dal 1980 ha sviluppato la sua carriera in Accenture fino a prendere la responsabilità della Divisione Industria IGEM (Italia ed Est Europa) che include i settori industriali Consumer Goods, Retail, Automotive, Transportation, Health Care, Pharma, Industrial Equipment. Quando ha lasciato la posizione per il ruolo Europeo “Large Accounts, Growth and Strategy”, la Divisione Italia fatturava circa 200 milioni di Euro e contava su circa 1700 dirigenti e dipendenti. Oltre al ruolo di executive in Accenture, ha collaborato attivamente con aziende europee e globali in grandi progetti di trasformazione ed integrazione internazionale. Nel 2006 ha lasciato Accenture per dedicarsi ad investimenti industriali in proprio e in cooperazione con Private Equity.

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