UE: un sistema che non funziona


Il Pnrr è nato e si è sviluppato come un grandioso piano di aiuti, sia con finanziamenti a tasso ridotto sia addirittura in conto capitale, per far crescere l’Unione Europea soprattutto in quei campi in cui è arretrata rispetto agli altri leader mondiali.
Per ottenere questo i singoli paesi hanno dovuto presentare progetti dettagliati per ottenere i finanziamenti sulla base dell’avanzamento dei lavori. È quanto ha fatto l’Italia ottenendo in questo modo già quattro tranche.
Ma adesso c’è l’esempio dell’Ungheria: anche se ha completato solo 3 dei 21 progetti presentati pretende di avere tutti i finanziamenti previsti minacciando di utilizzare il diritto di veto su decisioni di tutt’altro genere. In questo modo il Pnrr, un finanziamento dato con finalità ben precise, diventa un sussidio generico senza nessuno scopo preciso.
Perché tutto questo? Un sistema di voto anacronistico e illogico quale l’unanimità.
È sufficiente minacciare il veto per ottenere in cambio concessioni e favori di altro genere. Un modo sicuro per creare distorsioni e bloccare ogni decisione tempestiva: lo era già con l’Unione a 6, figuriamoci ora con un’Unione a 27!
Abbiamo l’esempio della Dieta di Francoforte che nell’’800 raccoglieva 37 stati tedeschi e che si estinse per consunzione in quanto vigeva il principio di unanimità.
È questo un problema che si può risolvere in molti modi: votare a maggioranza qualificata (cioè una forte maggioranza calcolata sia sul numero degli stati, sia sul numero degli abitanti); escludere quel paese che è contrario dalle norme in discussione; creare un’Unione a più velocità (cioè con diversi gradi di integrazione).
L’unica cosa che non si può fare è assistere supinamente a ricatti e veti che impediscono o rallentano qualsiasi decisione.

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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