Riusciranno i nostri eroi a salvare l’Italia?


Una lancia spezzata a favore di un governo di salute pubblica

E’ in grado questo governo di affrontare la fase due della pandemia da coronavirus? Questa è la domanda che molti italiani si stanno facendo in questi giorni. Perché se è vero che dovremo stare chiusi in casa ancora per un po’, è anche vero che dobbiamo assolutamente pensare a come venirne fuori. E la mia impressione, come quella di molti altri, è che questo governo non sia in grado. Punto. Lo si vede subito da quello che si chiama decreto CURA ITALIA, ancora non discusso in Parlamento, per il quale sono sul tappeto oltre mille emendamenti e non certi dovuti solo all’opposizione. Ricordo che nel 2009 sotto il governo Berlusconi, ministro dell’economia Giulio Tremonti, a seguito della crisi che investì tutto il sistema finanziario globale, il decreto salva Italia fu fatto in un pomeriggio e mise in sicurezza le banche garantendo liquidità stabilità e fiducia a lavoratori e imprese. E oggi? Oggi, pur non volendo infierire sul presidente del consiglio,. avvocato del popolo, che si arrabatta tra errori e contraddizioni, tra stop and go, dicendo cose che generano confusione, non si può fare a meno di sottolineare la pochezza dei componenti di un governo che denota tutta la sua incapacità e incompetenza. Parliamo di ministeri. Primo gli esteri .Un Di Maio balbettante filocinese che dimentica che l’epidemia è nata in Cina; un ministro della pubblica istruzione che non ha ancora deciso come verrà fatto l’esame di maturità; un ministro della ricerca che non si sa dove sia; un ministro dell’economia che non si capisce se voglia fare l’interesse dell’Italia o di Bruxelles; un ministro degli affari regionali che appena può cerca di mettere i bastoni fra le ruote ai governatori del Nord; un ministro degli interni che scrive circolari incomprensibili (tra parentesi quando lasciò l’incarico di prefetto a Milano tutti tirarono un sospiro di sollievo); un ministro della sanità che tace perché al suo posto parlano Conte, Borrelli e Arcuri che si contraddicono tra loro lasciando gli italiani senza certezze. Per non parlare del presidente dell’Inps che non sapendo come giustificare il caos del sito, ha accusato gli hacker di aver manomesso la piattaforma ! Ora in una fase emergenziale come quella attuale servono decisioni veloci, comprensibili e certe. I soldi vanno dati subito a lavoratori e imprese. Se qualcuno ha dei dubbi sappia che le banche non si accontentano della fideiussione dello stato per erogare la cassa integrazione ma vogliono a garanzia il TFR dei lavoratori. Lo sapevate?Serve un governo di salute pubblica nel quale coinvolgere l’opposizione e soprattutto serve azzerare la burocrazia. Perché se non moriamo di coronavirus moriremo di burocrazia. E per fare presto e bene occorre ascoltare quello che dice non Salvini, ma Cottarelli: riunire 50 imprenditori e farsi suggerire da loro quali sono i provvedimenti da prendere per non fare morire questo paese. Agire infischiandosene della burocrazia, come è avvenuto per il ponte Morandi e dare uno scudo penale a chi decide perché non vorrei che qualche magistrato zelante venisse poi a indagare per abuso di atti d’ufficio. A questo proposito qualcuno ricorda l’affaire Ilaria Capua? La ricercatrice italiana contesa oggi tra tutti i talk show che contano, lasciò il suo paese ,l’Italia, perché accusata, e poi prosciolta, per traffico di virus, vittima di un’indagine mediatico giudiziaria a seguito dell’azione infame di un giornalista dell’Espresso, Lirio Abbate e di un magistrato Gian Carlo Capaldo. ( A proposito non hanno mai neppure chiesto scusa). All’epoca la Capua, deputato di Scelta Civica, fu insultata in Parlamento da tutti i deputati del movimento 5 Stelle, gli stessi che oggi la implorano sperando che trovi in fretta un vaccino. Ma questo governo non vuole mollare perché il vero motivo per cui è stato fatto è la prossima elezione del presidente della repubblica. Questo è quello che conta.

di Ludovica Manusardi

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