L’Esercito italiano tappa le buche di Roma?


Il decreto (poi rinviato) che attribuiva al Genio militare l’impegno di riasfaltare le strade di Roma fa nascere qualche domanda:

  • secondo la legge l’Esercito può intervenire solo in caso di calamità e disastri naturali. In questo caso, in cui le buche esistono a Roma da anni, qual è la calamità: forse la Raggi?
  • Nel bilancio del Comune di Roma esistono stanziamenti per 160 milioni per il rifacimento delle strade: che fine hanno fatto?
  • Per riasfaltare il Genio deve acquistare macchine adatte per almeno altri 60 milioni: i contribuenti italiani non pagano già abbastanza per l’inefficienza della gestione capitolina? O forse i leghisti hanno già dimenticato lo slogan del loro partito “Roma ladrona”?
  • A che serve proclamare l’impegno a rilanciare lavoro e occupazione se poi anziché affidare i lavori alle imprese civili o all’Anas (che sono tante e bisognose di lavoro) li si affida ai militari? O forse pensiamo di affidare la prossima missione di pace all’Anas?

In verità questi sono i risultati di una gestione inefficiente, costosa, che privilegia gli interessi elettorali e dei propri amici.
Compito primario di un comune è quello di fornire servizi ai cittadini: strade, nettezza urbana, trasporti ecc ecc; altrimenti sorge il sospetto che la gestione serva soprattutto a mantenere amici e dipendenti (che a Roma sono più numerosi di quella di tutta la UE!)

di Guidoriccio Da Fogliano

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