LEGGE ELETTORALE: ALLA FINE VINCE LA PARTITOCRAZIA

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Di Angelo Gazzaniga

Le proteste per lo strapotere dei partiti (e relativi segretari politici) nella vita della nazione si sono sprecate per decenni.
Questo strapotere è sempre stato indicato come uno dei mali della politica non solo italiana e una delle cause della disaffezione degli elettori.
Ebbene con la nuova legge elettorale sembra cambi qualcosa, ma è solo apparenza: una manovra gattopardesca per lasciare tutto come prima in mano ai partiti.
Infatti tre sono i punti critici:
innanzitutto il sistema di preferenze introdotto. I capilista sono bloccati e questo significa che in tutti quei collegi in cui un partito riesce ad eleggere solo un rappresentante (e dovrebbero essere quasi tutti tranne i due partiti maggiori) le preferenze sarebbero solo una finta. Inoltre i candidati inseriti nella lista sono scelti dai partiti stessi: i cittadini no hanno nessuna voce in capitolo: li scelgono i partiti.
È stata poi introdotto la necessità di presentare un numero spropositato di firme da parte dei partiti non rappresentati in Parlamento per partecipare alle elezioni: un modo palese per evitare che si formino e partecipino nuovi partiti.
È inoltre rimasta la pratica delle multicandidature: grazie ad essa un candidato può presentarsi in cinque collegi diversi e poi “optare” per quello che preferisce lasciando liberi gli altri posti per i secondi votati in lista. Un modo per scegliere a posteriori quali candidati favorire.
Si conferma in questo modo che la prevalenza dei partiti nella vita politica del paese resta predominante.
Un vulnus palese a quelle che dovrebbero essere i diritti dei cittadini: scegliere i propri candidati in base al programma da loro esposto e poi votarli.
Altrimenti autentica democrazia è difficile parlare.
Ci dovrebbero essere primarie in ogni collegio garantite e certificate per scegliere non solo il leader della coalizione e del partito ma anche coloro che chiedono di essere candidati.
Candidati che ogni elettore dovrebbe poi essere libero di scegliere senza altri giochi di prestigio.
I candidati con più voti in quel collegio verrebbero eletti e gli altri, a casa, senza recuperi o scambi.

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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