Dura lex, sed lex


A margine del fatto che un cardinale riattacchi abusivamente delle utenze

Quando un porporato quale l’elemosiniere del Papa scende in cantina per riallacciare un’utenza staccata per morosità (e che morosità!) non possiamo che riconoscerne la valenza morale (e probabilmente anche politica) ma contemporaneamente deprecare una violazione della legge che non ammette giustificazioni o scuse.

Già i romani dicevano: Dura lex, sed lex.
Proprio quei Romani, che furono i costruttori di un sistema giuridico che è ancora oggi alla base della civiltà occidentale, sostenevano uno dei principi fondamentali della civiltà occidentale: la certezza del diritto. Essa sola ci permette di essere cittadini “uguali di fronte alla legge” (come si legge in ogni aula di tribunale) e non sudditi soggetti al capriccio del potente.
Infatti solo grazie a questo principio noi sappiamo quello che possiamo fare, quello che non possiamo fare e quello che viene sanzionato dalla legge. Ma soprattutto che quello che vale per me vale per tutti gli altri cittadini indistintamente, quale sia la loro carica o posizione sociale.
Il famoso contadino di Potsdam che disse al re di Prussia che voleva toglierli un terreno per farne un proprio giardino “ma c’è un giudice a Berlino” voleva dire proprio questo: io sono un tuo suddito fedele e quindi soggetto alla legge, ma anche tu che sei il mio re sei soggetto alla stessa legge, applicata e fatta rispettare da un giudice indipendente.
Una legge, può essere sbagliata, ingiusta, inefficace, in contrasto con quelli che sono i miei principi morali o le mie convinzioni e quindi può (anzi deve) essere criticata, contestata e modificata, ma va rispettata sinché esiste.
Altrimenti veniamo meno alla certezza del diritto, a quell’elemento che distingue le democrazie occidentali dalla concezione assolutistica o dittatoriale: in un caso è la volontà, o meglio il capriccio, del potente che decide (vedi ad esempio la Francia del Re Sole), nell’altro la decisione del magistrato è vincolata al volere o all’ideologia dei capi (come è avvenuto nel regimi comunisti o nazisti).
Per questo occorre denunciare tutti i comportamenti che violano questa certezza del diritto da chiunque e per qualsiasi motivo vengano fatti e occorre avere una magistratura veramente efficiente, indipendente e autonoma da ogni pressione.
Ma purtroppo dobbiamo constatare che questo principio viene sempre più allegramente violato: cardinali che riallacciano la corrente elettrica tagliata legittimamente a chi non aveva pagato quando esistono sistemi legali per ottenere lo stesso risultato (sarebbe stato sufficiente dare una garanzia e chiedere all’ente il riallaccio), gruppi che occupano da decenni stabili in maniera abusiva senza pagare nulla (e vengono giustificati dicendo che in fondo mantengono in efficienza lo stabile)
Sono violazioni forse marginali e dettate da motivi morali e di equità (per il cardinale) o politici (per Casa Pound) ma che sgretolano a poco a poco questa nostra certezza del diritto: cosa potremmo un giorno opporre a chi ci occupa un nostro appartamento abusivamente e dice di avere una motivazione politica o a chi non ci paga e adduce motivi morale e di equità?
Nulla, solo la forza. E saremmo così ritornati a prima dei romani

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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