“CUBAZUELA”: i responsabili del disastro venezuelano


Un’atto d’accusa nei confronti di Fidel Castro, la vera rovina del Venezuela (oltre che di Cuba)

La crisi politica in Venezuela è nota da qualche mese in tutto il mondo. La crisi economica e sociale, invece, la conoscevamo noi cubani di memoria, prima che essa comparisse. Perché il Venezuela chavista è una provincia del regno dell’assurdo latinoamericano, cioè, la Cuba castrista.

Nella loro fertile fantasia per creare battute, non per capire la politica, i cubani hanno trovato il nome adeguato per definire il disastro castro-chavista: “Cubazuela”. Nonostante l’evidenza dell’esempio o, per meglio dire, cattivo esempio della Cuba castrista, rende difficile accettare la finta ignoranza dei politici e della stampa dell’ Occidente. In Italia, ad esempio, nemmeno un canale televisivo o giornale parla dell’origine del disastro venezuelano, il castrismo. L’omissione dei media è una forma di censura circa il vero origine del disastro sudamericano.

Il sogno di Fidel Castro fu da sempre quello di diventare un leader di dimensione planetaria e in certo modo ci riusci, anche se incassando più sconfitte militari e strategiche che vittorie, in particolare nel subcontinente America Latina. In ogni guerriglia a partire dai Montoneros in Argentina, fino al movimento M-19 in Colombia, Nuovo Gioiello in Grenad, era presente l’attività castrista sotto forma di addestramento, finanziamenti e l’asilo in territorio cubano: Fidel Castro Abbraccio Letale

Nel 1990, alcuni mesi dopo la caduta del Muro di Berlino, allo scopo di non rimanere orfano, e sprovvisto dei milioni che gli giungevano dall’URSS, e cercando complici che lo potessero assecondare, Castro con la collaborazione di Lula da Silva si inventò il Foro di Sao Paolo, un movimento che qualcuno ha voluto denominare “think tank “, mentre è un foro con al 100%, contenuto politico della sinistra, che raduna tutti i partiti e movimenti di sinistra dell’area.

L’unico membro del Foro che esercitava il potere esecutivo era il Partito comunista cubano (nei paesi del socialismo reale chi in realtà comanda è il segretario generale del partito comunista, mai il presidente della repubblica).

Dopo il Foro di Brasile, un’altra invenzione castrista, l’ALBA (alternativa bolivariana per l’America), non è altro che un’uscita per portare al potere ciò che Castro non era riuscito a istituire in America Latina attraverso la violenza delle guerriglie e delle narco-guerriglie, un fallimento di Castro e Che Guevara e dei seguaci della loro dottrina. L’ALBA ha preso il potere attraverso i sondaggi per poi falsificare le elezioni, concedendo ai marxisti il diritto di rieleggere se stessi. Una volta che il loro mandato giunge a termine, le prossime elezioni saranno truccate. Un solo esempio: Chávez e Maduro in Venezuela.

Il processo di pace in Colombia è un processo che va avanti da diversi anni, con un libro scritto da chissà chi, ma attribuito a Castro. Era la prima parte di questo piano che includeva la più vecchia delle guerriglie in America Latina e il complice era stato l’ex presidente Santos. L’obiettivo di smantellare i narco-guerriglieri era quello di portare i loro leader al potere in Colombia per ingrossare le file del castro-chavismo con un paese importante come lo è Colombia in America Latina .
Il primo incontro di Castro e Chávez avvenne il 13 dicembre 1994 (“13” e suo doppio sono stati i numeri di fortuna di FC, nato il 13 agosto 1926). Video. Questo fu l’inizio del cammino verso l’ALBA (alternativa Bolivariana). Invece Nicolás Maduro fu allievo del partito comunista cubano,alla scuola nazionale del PCC, a metà degli anni ottanta. Maduro, quindi è stato uno strumento castrista prima dell’inizio dell’”amicizia” tra Castro e Chávez.
L’elezione di Hugo Chavez in Venezuela nel 1998, ha rappresentato l’arrivo al potere del più utile complice di Castro, il primo governo di un partito membro del Forum di San Paolo.

Poi arriva la vittoria del Partito dei Lavoratori di Luiz Inácio Lula da Silva nel 2002 in Brasile, di seguito Tabaré Vázquez del Frente Amplio in Uruguay nel 2004. E cosi via, Evo Morales del Movimento al Socialismo in Bolivia nel 2005, Michelle Bachelet del Partito Socialista del Cile nel 2006, Rafael Correa da Alianza País in Ecuador nel 2006, Daniel Ortega del sandinista Fronte di Liberazione nazionale del Nicaragua nel 2006, Fernando Lugo dell’Associazione patriottica Alleanza per il cambiamento (ora Fronte Guasu) a cui appartengono diversi membri del Forum Sao Paulo in Paraguay nel 2008, José Mujica dal Frente Amplio in Uruguay nel 2009, Mauricio Funes del Farabundo Marti Fronte di Liberazione nazionale di El Salvador nel 2009, Dilma Rousseff del Partito dei lavoratori del Brasile, nel 2010, Ollanta Humala da Partito nazionalista del Perù nel 2011, Nicolás Maduro del Partito Socialista Unito del Venezuela nel 2013.

Conclusione. Io mi chiedo se sia esistito un politico o dittatore che abbia contato su tanti complici e abbia avuto tanta fortuna quanti li ha avuti Fidel Castro? E perché in Italia non si menziona il responsabile del disastro in Venezuela

di Carlos Carralero

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