Come rovinare una buona legge

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In questi ultimi tempi abbiamo potuto constatare come non sia sufficiente una buona idea per fare una buona legge, occorre anche capacità, esperienza, buon senso e buona volontà: qualità che spesso mancano al legislatore italiano.
Tra i tanti esempi che si potrebbero fare due sono particolarmente eclatanti:
il reddito di cittadinanza e i bonus edilizia.
Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza non si può negare che l’idea sia buona dal punto di vista di uno Stato moderno e democratico: aiutare quei cittadini che sono in difficoltà è uno dei suoi principi fondamentali.
Ma come è stata realizzata?

  • si è accettata una semplice autocertificazione dei dati Isee, dati che per qualsiasi altra domanda devono essere verificati dall’Agenzia delle finanze e corredati da un documento della propria banca che certifichi la giacenza media annuale
  • si è stabilito che dopo tre offerte di lavoro rifiutate il reddito decada: ma queste offerte devono essere fatte dai Centri per l’Impiego e dai “famosi” Navigator la cui inefficienza è più che notoria, mentre non vengono considerate le offerte delle agenzie private che gestiscono ormai quasi tutto il mercato del lavoro
  • si è obbligato l’Inps ad accettare e chiudere queste pratiche con precedenza assoluta, penalizzando anche i pensionati che hanno aspettato anche diversi mesi la liquidazione della propria pensione.
  • Tralasciando ogni controllo si è così favorito il lavoro nero: perché non ricevere il reddito di cittadinanza e un secondo compenso in nero quando si sa che i controlli verranno fatti dopo anni e al campione? Nel caso di una verifica nessuno comunque restituirà nulla di quanto indebitamente percepito.

Stesse modalità per i bonus edilizia, che sono stati una misura fondamentale per rilanciare l’economia attraverso l’edilizia, vero motore dell’economia italiana
Ma:

  • si è permesso di ottenere i relativi bonus attraverso la semplice inserzione della fattura nel cassetto fiscale dell’interessato: nessun asseveramento da parte di qualche tecnico, nessuna presentazione di preventivi o capitolati: nulla. Un aperto incentivo alla truffa
  • si è concesso un bonus al 110% superiore al costo dei lavori: ovvio che i prezzi siano lievitati senza nessun controllo da parte dell’utente che non era interessato perché intanto pagava tutto lo Stato
  • si è ecceduto nei bonus creando una bolla che ha avuto come conseguenze l’aumento indiscriminato dei costi, la realizzazione di lavori in tutta fretta (più cantieri aperti più lavoro e più utili), un aumento vertiginoso di infortuni sul lavoro a causa dell’assunzione di personale non qualificato e di ritmi di lavoro infernali.

Cosa ci può insegnare tutto questo?
Che una legge per quanto nata con buoni intenti diventa un problema quando viene portata a compimento con pressapochismo, dilettantismo e faciloneria che sono spesso tratti distintivi dei nostri burocrati oppure quando lo scopo è quello tipico del populismo dei politici: ottenere consenso (e quindi voti) facile e immediato anziché un risultato importante per il futuro.
Proprio ciò che avviene troppo spesso in Italia

di Angelo Gazzaniga

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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