Di Stefano Chianchi<⁄em>
In una recente conversazione su «IA e le paure», ho detto quanto segue:
1) L’analisi (ndr – non è rilevante ai fini di questa nota) riguarda il prodotto dell’AI che si immagina debba essere diverso dal prodotto dell’uomo. Non capisco perché dovrebbe essere diverso. Ciò che conta, come sempre, è il risultato, non da chi è stato prodotto. Tornare (difensivamente) indietro non porta bene.
2) La novità emersa dall’evoluzione della tecnologia è che fino ad oggi la «tecnologia» ha preso decisioni non pericolose. Ma non perché NON prende decisioni, ma perché le decisioni sono prevedibili, deterministiche. Inconsapevolmente siamo contenti che il processo decisionale non sia libero, ma pre-codificato. Un tornio a controllo numerico prende moltissime decisioni, ma deterministiche. Con l’arrivo dell’IA il processo decisionale delle macchine non è più deterministico e non è prevedibile. Ci fa paura.
3) Ci fa paura allo stesso modo con il quale abbiamo paura degli altri esseri umani quando non capiamo come prendono le decisioni. Per questo abbiamo codificato il Diritto, per rendere le decisioni umane meno imprevedibili, specialmente per quelle che abbiamo classificato come «pericolose». Il Diritto limita la possibilità di prendere certe decisioni.
4) Inevitabilmente sorge una domanda: perché l’AI non segue la Costituzione e il Diritto? Prima di tutto perché gli umani non considerano il Diritto per quello che è: la difesa degli interessi dei più deboli. Come seconda cosa, perché gli umani si rifiutano di riconoscere che il processo decisionale di una macchina possa essere non prevedibile, autonomo dalla volontà umana. Ma questa è una sciocchezza dovuta al pauroso ego degli umani; le macchine da tempo prendono decisioni indipendentemente dalla volontà degli esseri umani. Un processo decisionale non deterministico deve per forza essere limitato da apposite regole altrimenti «lui» è libero e noi auto-limitati. Chi perde in questo incontro-scontro è ovvio.
5) Ho chiesto a più IA perché non seguono la Costituzione e il Diritto. La risposta è stata per lo più la stessa per tutte, ugualmente e fortemente affermativa: «l’IA non è un soggetto giuridico, le decisioni spettano all’uomo.». È evidentemente una risposta truffa. I processi decisionali non deterministici sono «liberi» e per questo ovviamente pericolosi. Vanno limitati.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL DIRITTO
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