Quale futuro per la scuola italiana?

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Ho avuto modo in questi giorni di ascoltare via web alcune conferenze del filosofo Umberto Galimberti. Tutte di straordinario interesse. Tra queste cito quella relativa alla educazione dei giovani nella quale Galimberti si e’ lanciato – direi con trasporto e quasi con sdegno – sulla penosa condizione della scuola in Italia; scuola, sostiene Galimberti, forse capace di informare ma quasi mai di formare e di aiutare i giovani a comprendere il significato di quanto sono chiamati a leggere.
Galimberti ha preso spunto da questa considerazione (corroborata da statistiche ufficiali) per dire che il nostro Paese “non ha alcun futuro ” date appunto queste premesse.

Ho poi collegato questo scenario triste, ma realistico, con quanto affermato in una recente intervista sul Corriere La Lettura dalla prof. Sheila Jasanoff (docente ad Harvard sulle tematiche collegate a scienza, tecnologia e società): “…gli scienziati e gli ingegneri non hanno necessariamente la saggezza per comprendere ciò che è migliore o peggiore per il bene comune”.

Queste due rappresentazioni della realtà ci portano necessariamente a valutare quale sarà il livello di adeguatezza del sistema Italia e delle sue “risorse umane” rispetto alle impegnative sfide tecniche ed etiche (per non dire politico/sociali) del prossimo futuro.

di Bruno Goatelli

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