Dopo il terremoto di Pozzuoli sono stati pubblicati i dati della Commissione incaricata dello studio dei provvedimenti necessari: sono state censiti più di 1700 edifici a rischio sismico.
Per essi lo Stato ha offerto di contribuire al 50% delle spese necessarie (da aggiungere ai normali contributi per le ristrutturazioni).
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In compenso il presidente Fico ha prontamente chiesto lo stato di calamità per ottenere sussidi ad hoc.
Una prova ulteriore che l’Italia è un Paese che vive di sussidi e non certo di pianificazione e prevenzione: è sufficiente guardare alla percentuale di assicurazioni contro i terremoti (siamo a meno dell’1% in un Paese ad alto rischio sismico come l’Italia).
POZZUOLI: UN PICCOLO SPACCATO DELL’ITALIA
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