Le guerre cambiano, ma non la voglia di farle


Gli umani sono gli unici esseri viventi che si uccidono tra di loro con entusiasmo e determinazione. Hanno iniziato quando erano divisi in tribu’ e hanno proseguito anche quando sono diventati meno selvaggi e piu’ civili.

In passato era quasi sempre normale che, in guerra, i vinti e loro famigliari venissero uccisi. Nel 1099 i *buoni* crociati uccisero tutti gli abitanti, uomini, donne e bambini, della Gerusalemme conquistata. Dicono le cronache che il sangue arrivava alle caviglie.
In seguito si comincio’ a salvare chi non era combattente e i vinti venivano fatti schiavi o prigionieri , monetizzabili per un riscatto.
Poi vennero le varie Convenzioni di Ginevra per il trattamento umanitario di prigionieri, di feriti, di non combattenti che ridettero un poco di umanità alle vicende umane della guerra. Ma con drammatiche eccezioni, come nella seconda guerra mondiale, quando bombardare città con conseguenti eccidi di civili, divenne una normalità da parte di tutti i belligeranti.
Ci furono le due bombe atomiche sul Giappone, ma vi furono piu morti a Dresda. Tra il 13 e il 15 febbraio del 1945 gli Angloamericani scaricarono migliaia di tonnellate di bombe esplosive e incendiarie sulla città. 24.866 case su 28.410 vennero distrutte. La stima delle vittime civili fu difficile perché a Dresda erano arrivati molti fuggitivi da altre parti della Germania e i dati amministrativi della citta finirono in polvere come migliaia di cadaveri bruciati dalle bombe incendiarie. Comunque si parlò di decine di migliaia di vittime e il cancelliere tedesco Konrad Adeauer dichiaro’ nel 1955 che ne erano state oltre 250.000. Particolare curioso, il centro della città e la sua cattedrale furono ricostruiti anche grazie ai dettagliati quadri di Dresda dipinti dal veneziano Bernardo Bellotto nel diciottesimo secolo.
Nel 1940, arresasi la Franca ai Tedeschi, la sua potente e intatta flotta navale si era rifugiata nella baia di Mers el Kebir vicino ad Algeri e nel dubbio che potesse schierarsi con i Tedeschi, il primo ministro inglese Winston Churchill, il 22 giugno 1940, ne decise l’annientamento con un attacco aereo che azzero’ la flotta e causo’ 1295 morti di militari che non stavano facendo la guerra a nessuno.
Ai nostri giorni simili atrocità appartengono al terrorismo ed a qualche guerra locale come quella caotica in Siria dove le vittime e i fuggiaschi civili sono stimati a centinaia di migliaia.
Una futura guerra, mondiale o quasi, forse, non ci sarà, perché le potenze ipoteticamente coinvolte hanno le loro economie talmente interconnesse dalla globalizzazione economica che una guerra sarebbe un atto masochistico colossale. Ma i mezzi bellici disponibili per una futura guerra sono tali che le guerre mondiali precedenti potrebbero sembrare in confronto una cosetta da dilettanti.
Ecco alcuni dati sul potenziale bellico di USA, Cina e Russia nell’ordine, aggiornati al 2018, secondo l’ISIS ( International Institute of Strategic Studies di Londra) considerata la maggiore autorità in materia.
Spese militari : 643,3 – 168,2 – 63,1 ( Arabia Saudita 82,9) miliardi di dollari.
Personale militare attivo, escluso riserve e civili nell’amministrazione militare : 1.259.450 – 2.035.000 -900.000.
Satelliti militari : 137 – 103 – 101.
Aerei da combattimento di ogni tipo : 1466 – 2413 – 1233.
Carri armati : 2.386 – 5.800 – 2750.
Sottomarini : 67 – 59 – 58
Portaerei : 11 – 1 – 1 oltre, per i tre, a centinaia di varie navi da combattimento.
Basi militari all’estero : 61 – 9 – 17.
(Gli Usa hanno in Italia 4 basi, Napoli, Gaeta, Aviano e Sigonella con 12.750 addetti. La base piu’ segreta e potente è quella di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. Circola, anche su internet, un’ipotesi indimostrata che l’aereo malese del volo 370 Kuala Lumpur- Pechino sparito l’8/3/2014, sia stato ridotto in briciole dalle armi di quella base verso la quale si stava indirizzando dopo aver virato verso sud nella sua direzione senza apparente motivo) .
Secondo una stima abbastanza attendibile le bombe atomiche possedute dai tre sono rispettivamente : 6.800 – 260 – 7000.
Ma ne hanno anche Inghilterra, Francia, Pakistan, India, Israele e forse altri. E’ banale aggiungere che una guerra atomica farebbe ritornare il nostro mondo allo stato primitivo tra cumuli di cadaveri e macerie.
Le religioni non si occupano dei morti in guerra anche perchè considerano tuttora lecite le guerre di religione, salvo il cristianesimo che è stato solo da poco condizionato positivamente dai valori e dai diritti umani delle democrazie. Fino all’ultima guerra mondiale, sacerdoti addetti alle truppe dicevano di pregare il loro dio affinchè desse la vittoria ai suoi, esattamente come faceva altro sacerdote dall’altra parte del fronte.
Quindi, se non lo fanno le religioni, bisognerebbe che, prima o dopo, prendesse corpo una corrente di pensiero che elaborasse una morale contraria alla guerra e ipotizzasse un ente superpartes che si occupasse e decidesse delle contrapposizioni tra nazioni. Cosa che, per il momento è pura utopia naturalmente, anche se era nelle speranza di alcuni di coloro che hanno fondato le Nazioni Unite, ora ente per buona parte burocratico, parzialmente inutile e senza valori condivisi.
E’ famosa l’affermazione del grande Carl von Clausewitz :
la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi.
Non resta che sperare che la continuazione della politica sia solo una guerra commerciale
Come l’attuale contrasto tra Usa e Cina.

di Ettore Falconieri

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