La Putin-mania degli italiani

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La crisi in Ucraina e la sua involuzione militare sta riaccendendo paure da guerra fredda. Ma oltre ad essere giustamente preoccupati per l’Est europeo, dovremmo preoccuparci ancor di più dell’involuzione subita dall’opinione pubblica italiana, nella grande galassia populista di una destra ormai indistinguibile da una sinistra estrema e anti-storica. Come ha giustamente scritto un religioso cattolico, in una lettera aperta da Mosca, «L’Ucraina è stata veramente la “pietra d’inciampo” che svela i pensieri di molti cuori». Questo religioso si riferiva al cuore dei russi che, da un giorno all’altro, si sono risvegliati tutti nazionalisti e «pronti a qualsiasi cosa per difendere la gloria della Russia». Ma che pensieri sono svelati dai cuori di tanti italiani? Un tifo “da curva Sud” per Putin, un grande disprezzo per la libertà e la vita degli ucraini, una gran volontà di passare dall’altra parte, dalla parte di Mosca, in odio contro un Occidente che viene visto e descritto come un nemico, senza mezzi termini. Un nemico fatto di burocrazia dell’Ue, Merkel, Bce, banche, “poteri forti finanziari” da Bilderberg alla Trilaterale, ebrei (è significativo che molti internauti scrivano che la Tymoshenko “è ebrea”), Massoneria, lobby gay e soprattutto gli Usa, punto di incontro e vertice di tutti i suddetti “mali assoluti”. In sintesi: fino alla fine di febbraio quasi nessun italiano era interessato alla crisi dell’Ucraina, ma dopo l’occupazione della Crimea da parte di truppe russe, un bel pezzo dell’opinione pubblica si è risvegliata improvvisamente fascista. E ha finalmente trovato, almeno all’estero, il suo “uomo della provvidenza”: Vladimir Putin.
Mi direte che sono un esagerato, che le personalità e le idee “borderline” sono sempre esistite nelle nicchie del sottobosco della politica italiana, che il governo Renzi, sostenuto dalla maggioranza, ha preso una posizione netta e chiara al fianco dell’Ue e dell’Ucraina, che la Chiesa prega per la pace (e non certo per la “gloria della Russia”) e dunque si devono lasciar perdere questi esagitati ed emarginati extra-parlamentari che urlano su Internet o nei loro piccoli movimenti. Ma siamo sicuri che sia giusto ignorare il pericolo di questa Putin-mania? No, per le ragioni che adesso andiamo a vedere, una per una.
Prima: i tempi. La Putin-mania non è sorta quando la Russia giocava di rimessa, fronteggiando una crisi ucraina che, comunque, restava interna all’Ucraina. Quando erano i manifestanti del Maidan a sfidare il gelo e le botte della polizia, il popolo della rete sonnecchiava, solo pochi appassionati di Est e il loro piccolo seguito seguivano le vicende. La Putin-mania ha fatto capolino quando Yanukovich è stato rovesciato. Mentre la popolazione di Kiev festeggiava la liberazione e abbatteva finalmente quel simbolo di oppressione che sono le statue di Lenin, in Italia i populisti di destra (a partire dalla Lega Nord, da sempre indipendentista a favore dell’Impero Russo) hanno iniziato a strillare come oche spennate contro il “golpe Ue”. Invece di essere contenti per l’abbattimento di stelle rosse, statue di Lenin e paccottiglia comunista varia, i nostri reazionari anti-comunisti si sono improvvisamente risvegliati nostalgici di Lenin. Ma la Putin-mania si è scatenata solo dopo che il Cremlino ha commesso una porcata veramente grossa, unica nella storia contemporanea e senza precedenti: quando truppe russe hanno invaso e occupato un pezzo di un altro Paese. Proprio quando le coscienze avrebbero dovuto risvegliarsi, quando finalmente si sarebbe dovuto capire chi avevamo di fronte (una potenza ancora comunista ed espansionista), l’onda populista ha iniziato a montare, non a favore dell’aggredito, ma dell’aggressore. Visto che gli italiani pensano solo ed esclusivamente alla politica interna, anche quando parlano di esteri, questo entusiasmo che cosa significa? Una cosa molto semplice: ci sono molti italiani che vogliono un uomo forte che violi la legge, che affermi la sua volontà di potenza contro il diritto. E’ l’abc di ogni dittatura e un bel pezzo d’Italia, in questi anni di crisi, ha imparato ad apprezzarlo.
Seconda: l’odio anti-Ue. Come già detto, gli italiani se ne fregano della politica estera, gli articoli di politica internazionale sono i meno letti in assoluto assieme a quelli di cultura. La Putin-mania, appunto, è interna, è un indice di quel che un pezzo di Italia vuole che si faccia in Italia, prendendo esempio dalla Russia. Chi oggi plaude al Cremlino, magari non sa neppure cosa sia realmente il Cremlino, ma ha una sola cosa chiara in testa: si deve combattere e abbattere l’Ue. Odia i manifestanti ucraini del Maidan, perché li vede come filo-Ue. Se vede la Merkel che solidarizza con i democratici ucraini pensa subito che lì c’è il male. Se vede Putin che manda truppe in Crimea e parla di “liberazione dei popoli”, sogna la stessa cosa per l’Italia: vuole che i russi arrivino anche qui, a “liberare” il nostro popolo dall’Ue, dalla vera dittatura “delle banche, della finanza, della speculazione”. Nessuno pare rendersi conto che la causa della nostra crisi (che è l’unica vera cosa che spaventa e preoccupa l’italiano medio) è la nostra classe dirigente e non l’Ue, né l’euro. Se oggi stiamo male è a causa dei governi italiani che abbiamo avuto finora, non della Merkel o di Draghi. Ma è più comodo alimentare il fuoco dell’odio contro un nemico esterno. La stampa di destra, il populismo di Grillo, il movimento dei Forconi, hanno soffiato per anni su questo fuoco anti-europeo. E ora siamo qui a trovarci con un bel pezzo di Italia che invoca la Madre Russia perché ci “salvi” dall’Ue.
Terza: la spiritualità. Su questo odio contro l’Ue si inserisce anche un fattore religioso molto forte ed estremamente sentito: l’Unione Europea è quella “macchina ammazza-cristiani” che ha rifiutato di inserire nel preambolo i valori cristiani. E in compenso si assicura che ogni Stato membro legalizzi aborto, matrimoni omosessuali ed educazione al gender, censurando, invece, anche chi solo cita il Vangelo, se il passo citato è troppo politicamente scorretto. Questo è, per molti cattolici, il “male assoluto” dei giorni nostri, il nuovo nemico ancor più pericoloso rispetto all’Urss: almeno l’Urss stava là, l’Ue ce l’abbiamo qua, sopra di noi. A questo si aggiunge Obama: con la sua agenda laicissima, promotrice dei diritti gay ovunque nel mondo (“The first gay president” lo ha definito la rivista Time), per molti cattolici è diventato, assieme a Soros, l’equivalente nella vita reale del “Padrone del mondo” del romanzo di Robert Benson (spesso citato da Papa Francesco), il massone che diventa re dello Stato mondiale per estirpare il cristianesimo. Contrariamente al passato, in Russia non c’è più il nemico ateo materialista, ma il “bastione della Cristianità”. Putin ha giocato molto d’astuzia su questo fattore: pur essendo ateo lui stesso e proveniente dal Kgb, l’istituzione che ha ucciso più cristiani in tutta la storia del cristianesimo, sa che basta esibire le icone, dirsi cristiano, vietare l’aborto (per ragioni demografiche: figli alla patria) e censurare i gay, per avere in mano tutto il consenso cristiano, ortodosso e cattolico, in patria e all’estero. In realtà, è molto più vicino lui alla figura del “Padrone del mondo” di Benson: contrariamente al maldestro e provvisorio Obama, Putin è riuscito nella difficile opera di ingannare, addomesticare e dividere i cristiani di mezzo mondo. Siamo arrivati al punto che, se anche Putin invade un Paese cattolico e ne perseguita la Chiesa, i cattolici nostrani lo identificano comunque come il vero “defensor fidei” dei giorni nostri. Come ha scritto recentemente un mio lettore, cattolico dichiarato: «Che sia la Russia o Putin che hanno progetti di dominio mondiale? O non sono invece gli Americani che si intromettono ovunque? e hanno il progetto massonico di dominio? Con buona pace degli uniati (i cattolici ucraini, ndr), qui il nemico non è Putin. San Michele Arcangelo è patrono della Russia». Quest’ultima frase, in particolar modo, riecheggia involontariamente il “Gott Mit Uns” di hitleriana memoria: ormai tanta gente devota si è convinta che Dio sia dalla parte della Russia e Satana dalla parte dell’Occidente. E sono disposti ad accettare la morte di tanti cattolici, ucraini e magari anche polacchi e lituani (se le cose dovessero andare ancora peggio), se non rientrano in questo disegno.

Stefano Magni

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