Keynes “all’italiana”


Il pensiero di John Maynard Keynes, uno dei massimi economisti del XX secolo, è stato spesso così sintetizzato: “Maggior debito pubblico genera maggior crescita che poi ripagherà il debito stesso, anzi lo ridurrà”.
Ottimo motivo per aumentare il debito: non solo quello del Recovery Plan (che è in effetti per buona parte un debito anche se a basso costo), ma anche quello che si fa sui mercati attraverso l’emissione diretta di Buoni del Tesoro.
Perché preoccuparsi del debito se alla fine si paga da se?
Il vero problema è che Keynes si era sempre ben guardato dal dire questo: la sua teoria era che in un periodo di crisi un aumento del deficit pubblico può sostenere meglio l’economia. Questo può significare una riduzione del rapporto deficit/Pil, ma pazienza perché ciò avviene a fronte di una aumento della ricchezza nazionale.
Ma tutto questo a breve periodo perché in un periodo medio/lungo a un aumento del deficit corrisponderà un debito più alto, il che sarà tanto più dannoso quanto più alti saranno i tassi di interesse.
Tassi di interesse che per ora sono bassissimi grazie alla politica di acquisto dei Titoli di Stato da parte della Bce; ma quando questa finira?
Ecco il vero pericolo di una interpretazione sbagliata (volutamente?) dell’insegnamento di Keynes: fare tutta una serie di spese futili, senza controllo, alla ricerca del consenso immediato o comunque senza una precisa politica di investimenti e lasciare alle generazioni future un Recovery Debit altro che Recovery Plan!

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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