Italia, mecca del marxismo alla Gramsci


Il Marxismo potere occulto in Italia?

Proprio Debray nel suo libro Il potere intellettuale in Francia, pubblicato nel 1979, rivela il meccanismo che governa l’interno della cultura francese, il “potere occulto” della sinistra, dalla stampa ai media e l’azione politica di controllo educativo e delle università e l’infiltrazione nell’apparato statale e nei sindacati. Questa preponderanza nelle riserve di influenza della società civile mantiene viva la sua solvenza ideologica, contro ogni aspettativa.

Il marxismo, attraverso questi canali, respira anche nelle università e nei centri di intelligence (think tanks) degli Stati Uniti, influenzando sistematicamente, in maniera corrosiva le basi dell’establishment, domina la cultura. Attualmente un socialista, il senatore Bernie Sanders, ultrasettantenne, che è stato un candidato democratico per le elezioni presidenziali del 2016, è un idolo per la gioventù americana. In questo paese, il socialismo libertario e la nuova sinistra di Wright Mills non sono del tutto concordanti con il marxismo originale, ma gestiscono molto bene quella tenaglia sarcastica del politicamente corretto, che tanto ricorda la repressione verbale comunista e gli atti di ripudio a Cuba. Il presidente Barack Omaba ha dato ali a una sinistra filo-globalista che mira a indirizzare gli Stati Uniti verso una specie di socialismo europeo. Tuttavia, con la sconfitta di Hillary Clinton da parte di Donald Trump, nelle elezioni del 2016, il repubblicanesimo conservatore e il nazionalismo sono rimasti alla guida del Paese e come mai prima stanno smontando il sistema clintoniano e l’obamismo, e modellando la nuova dottrina politica e lo sviluppo economico degli Stati Uniti, basati sul trumpismo anti-globalista e il suo new deal centrato sul commercio internazionalista. Di fatto, la presidenza di Trump ha risvegliato lo spirito della sinistra americana, ma gli eccessi di radicalismo e di rivincita che ha provocato hanno ridotto la sua reputazione.

L’influenza di Trump e l’esempio della Brexit britannica, oltre alla crisi dell’immigrazione e alla corruzione della classe politica, hanno avuto un impatto sulla traiettoria politica in diversi paesi, dove il calo della sinistra populista è evidente, detronizzata da una nuova destra nazionalista, come in Italia, Ungheria, Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Brasile, Cile, Argentina, Colombia, Perù, Guatemala.

La destra continua a guadagnare terreno in Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi. Una vittoria notevole della sinistra è arrivata con la vittoria di Lopez Obrador, in Messico, ma la scena messicana è ancora segnata dalla violenza, dalla corruzione e da un folle nazionalismo.

In sintesi, stiamo vedendo un mondo che si sposta a destra e una sinistra demagoga che non riesce a centrare il bersaglio di fronte alle nuove sfide del postmodernismo e della globalizzazione.

L’Italia è la miglior prova del trionfo del socialismo evolutivo, mediatico, virale, di sottile scalata agli apparati governativi, nella mentalità delle masse e della società civile, grazie all’influenza del filosofo Antonio Gramsci (1891-1937), uno dei i fondatori del Partito Comunista Italiano, nel 1921, chiamato il “marxista delle sovrastrutture”. Senza scartare la via marxista-leninista di presa del potere con la forza, l’opzione Rivoluzione d’ Ottobre. Gramsci solleva l’importanza dell”egemonia” culturale e il dominio delle istituzioni della società civile come fonte di potere. Tale contributo presuppone il controllo delle istituzioni civili, religiose, del sistema di istruzione e dei media, fino a quando non si raggiunga la predominanza di tutto il sistema (la leadership intellettuale e politica della società, cioè la iperpoliticizzazione della cultura). Non so perché il filosofo italiano Norberto Bobbio abbia considerato questi concetti lontani da Marx, quando ne sono piuttosto la continuazione. Il gramscismo, la sua versione autoritaria, è oggi un fenomeno in espansione, ovunque la sinistra marxista prevale come coscienza culturale e tribuna critica. È il momento di Gramsci, non di Marx (1). Questo tipo di potere onnisciente, di parzialità virulenta, consente di fucilare senza proiettili, se non si è “politicamente corretti” come mostra lo scrittore Armando de Armas in due dei suoi testi: “Dall’ autoritarismo totalitarismo marxista all’autoritarismo gramsciano” (2) e ” La dittatura dell’esecuzione virtuale “(3).
Ma da dove viene questa risorsa di pensiero? Prima di Gramsci, c’era la Fabian Society, fondata nel 1884, matrice del laburismo britannico, dove emergono Bernard Shaw e H.G. Wells, il cui piano era raggiungere il socialismo attraverso il suffragio e le riforme graduali, senza una trasformazione rivoluzionaria alla Marx. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, erano emerse varianti ideologiche, lontane dal puro marxismo, che proponevano di raggiungere il socialismo attraverso la pacifica “evoluzione” e l’attivismo politico, senza la necessità di una rivoluzione violenta. Queste idee, dette revisioniste e combattute dal comunismo ortodosso, hanno origine da due pensatori, il tedesco Eduard Bernstein e l’ internazionalista socialista francese Jean Jaures, fondatore del giornale L ‘Humanité, nel 1904. Il primo di essi considerato il teorico della socialdemocrazia moderna europea. Questi riformatori e i loro epigoni costituirono indubbiamente una barriera all’espansione del totalitarismo intellettuale. Non si sa fino a che punto abbiano nutrito il virus Gramsci. Nemmeno è azzardato dire che l’Italia intellettuale ha copiato i mali della sinistra francese, la tesi eurocomunista di Enrico Berlinguer e lo stile dell’editore e cospiratore Feltrinelli.
Come si esprime Gramsci nella società italiana, cosa succede se si professa un’ideologia alternativa, non socialista? Lo scrittore Carlos Carralero, radicato in quel paese, parla della sua esperienza: “Dopo la seconda guerra mondiale, divenendo l’Italia una repubblica, furono creati due poteri, uno orizzontale e uno verticale. Il meno visibile, l’orizzontale, ha esteso le sue radici burocratiche alla base. Il potere verticale per molti anni è stato nelle mani dei democristiani. Anche i comunisti sono stati una forza elettorale considerevole, orizzontale, che sebbene nominalmente meno potente, ha segnato la società italiana: municipio, prefettura, sistema pubblico di istruzione, posta, trasporti pubblici e altre istituzioni, sono territorio della sinistra parassitaria, che controlla con arroganza la cultura, molte aree della società civile, come se copiasse il pensiero di Gramsci ( la rivoluzione dal basso, la società dei funzionari culturali e della corruzione, e il comunismo volgare …) Questo potere parallelo è stato grande. È stato capace di fare e disfare a volontà … In Italia le cose vanno peggio perché non esiste una pura socialdemocrazia, né una vera destra; una destra con passione politica. Come in molte parti del mondo, industriali, banchieri, cineasti, che non rinuncerebbero mai o non condividerebbero la loro ricchezza, si dichiarano di sinistra e attaccano coloro che si dichiarano di destra: un’enorme contraddizione. La loro logica è quella di un’inquisizione rivoluzionaria e autoritaria”.

L’atterraggio forzoso

Il volo della sinistra è stato azzardato, ma rivoluzionario, utopico e perifrastico, lunga e combattuta marcia per “dare l’assalto al cielo” e cambiare la storia. Il volo del cambiamento prepotente, da Marat a Zola, da Marx a Lenin e Mao, attraverso la rivoluzione bolscevica del 1917, la Lunga Marcia di Yan’an e la mistica del potere proletario;
il volo del pathos e del logos, senza Dio, senza lacrime, ragione e morte, fino a raggiungere “le mosche” di Sartre, le epurazioni di Stalin, l’avanguardismo totalitario castrista e la guerriglia di Che Guevara; cultura del compromesso e della sovversione, del potere eterno, della guerra giustificata; il volo con le teorie obbligatorie e i falsi canti delle sirene, politicamente corretti. Quel volo fino al culmine della svolta inaspettata, nel rinnovo del tempo, nella sorprendente Perestroika e nella caduta del Muro di Berlino; volo con i suoi fedeli viaggiatori, i suoi dissidenti e antieroi, con i suoi idealisti e tiranni, con il suo promettente oppio rosso e il suo intrattenimento ideologico esausto.

E’ seguito un atterraggio forzato, con naufragio e ammutinamento del suo equipaggio. Pensiero vecchio colpito da industria, tecnologia, scienza, apoplessia teorica, libertà, depolarizzazione, errori di calcolo, nuove realtà e filosofie. Un atterraggio nel bel mezzo del nuovo spettacolo capitalista. Una sosta, non la fine della storia. Non tutto è passato imperfetto. Esiste una sinistra empatica governante che coesiste con i re: il capitalismo sociale nordico, Svezia, Danimarca, Norvegia, Islanda, Finlandia, paesi del benessere e della provvidenza, con i più alti indici mondiali di qualità della vita, trasparenza e libertà; della Norvegia si dice che sia l’unico vero socialismo del XXI° secolo.

E zoon politikón non si ferma. La nuova sinistra si capitalizza come i comunisti cinesi, nel caso fumi la pipa della pace, le rimangono ancora Gramsci e Machiavelli.

RIFERIMENTI

1. Peter D. Thomas. “The Gramscian Moment: Philosophy, Hegemony and Marxism”. Brill, 2009.
2. Armando de Armas. “Totalitarismo marxista gramsciano all’autoritarismo” a: NeoClub Press,
3. Armando de Armas. “La dittatura del dell’esecuzione virtuale” in: Homeland Martí,
4. Antonio Ramos Zúñiga. “Verdiglione, l’altro Josef K. Conversando con Carlos Carralero” a: NeoClub Press,

Vedi la versione originale di questo saggio in questi link:
https://www.neoclubpress.com/el-vuelo-de-la-izquierda/
http://neoclubpress.com/el-vuelo-de-la-izquierda-0541383.html

L’autore, cittadino di origine cubana, è uno storico, giornalista indipendente e romanziere. Ha pubblicato libri e vinto diversi premi per il suo lavoro. È membro fondatore dell’organizzazione di pensiero alternativo ARCA Freedom.

di Antonio Ramos

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