In attesa di una bufera…

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In esclusiva per Libertates un articolo dell’Ambasciatore ucraino in Italia che illustra la posizione ufficiale dell’Ucraina in merito alla crisi

Ancora qualche mese fa era difficile immaginare che la Russia potrebbe annettere con la forza una parte di un paese europeo sovrano in un periodo di tempo che non è sufficiente per l’acquisto di una casa.
Nessuno poteva immaginare che in un attimo i principi chiave del diritto internazionale fossere violati e le istituzione quali l’ONU e l’OSCE, chiamati a tutelare questi principi, dimostrassero la loro piena impotenza a contrastare l’agressore, il quale aveva deciso a tutti i costi entrare nella storia mondiale. Di fatto i russi hanno compromesso anche il sistema di non proliferazione delle armi nucleari il che nel prossimo futuro potrebbe portare al mondo intero le conseguenze gravissime.
Oggigiorno vengono fuori sempre più nuovi dettagli di questo perfido piano d’agressione. La medaglia del Ministero della Difesa della Federazione Russa “Per la restituzione della Crimea” definisce chiaramente il periodo di questa operazione – dal 20 febbraio al 18 marzo, iniziata praticamente un giorno prima della stipula dell’accordo con il presidente d’Ucraina di allora V.Yanukovych e l’opposizione e due giorni prima della fuga di Yanukovych da Kiev e nono dopo l’arrivo al potere in Ucraina dell’opposizione (come viene ufficialmente dichiarato dalla propaganda russa). Né la Russia, né l’OSCE, né il Consiglio d’Europa, né l’ONU non hanno trovato alcuna prova della restrizione dei diritti della popolazione russofona non solo in Crimea, ma neanche nelle altre regioni d’Ucraina, quale la causa dell’agressione russa. Qualche giorno fa sul sito del Consiglio del Presidente della Federazione Russa in merito allo sviluppo della società civile e dei diritti umani è stata pubblicata l’informazione shockante, sencodo la quale di fatto la Crimea non ha votato per l’annessione alla Russia in quanto solamente il 30% dei cittadini della Crimea hanno partecipato al voto, tra cui solo la metà ha votato in favore all’annessione della penisola alla Federazione Russa. Naturalmente queste informazioni scandalose sono state immediatamente tolte dal sito.
Il megafono di propaganda è stato e rimane ancora una parte integrante della politica d’agressione del Cremlino. Come è stato sottolineato una volta del reppresentante della Francia presso l’ONU Gerard Aro “oggigiorno la parte russa si comporta in tal modo come se non esistesse l’Internet”. Molti mass media europei sono diventati l’oggetto dei burattini dei siti Internet russi o sono stati utilizzati per trasmettere le informazioni in favore dell’agressore. Non parliamo della scala della propaganda all’interno della Russia sulla situazione in Ucraina. Il Presidente Russo con il suo ultimo decreto ha conferito i premi statali ad oltre i 300 funzionari dei mass media russi per “un’interpretazione oggettiva” della conquista della Crimea. La scala della premiazione è senza le precidenti in quanto, ad esempio, dopo gli avvenimenti in Giorgia nel 2008 il Presidente di allora Medvedev ha premiato solo 11 giornalisti.
Tuttavia, ancora più terribile è che la leadership russa — da un successo facile e dell’impunità ha deciso di non fermarsi. A Mosca è diventato assai popolare lo scherzo – l’Occidente fa finta di introdurre le sanzioni e noi facciamo finta di averne paura. È evidente che nel Cremlino dall’inizio non volevano mantenere gli accordi di Genevra del 17 aprile, secondo i quali le parti del conflitto dovevano disarmarsi e liberare i palazzi amministrativi occupati.
In alcune regioni orientali d’Ucraina operano apertamente i gruppi infiltrati degli soldati delle forze speciali russe, la presenza dei quali viene negata dal presidente russo così come è sucesso in Crimea (lo stesso vale anche per il concentrameto dei migliaia e migliaia dei soldati dell’armata militare russa ai congini orientali dell’Ucraina). Questi terroristi prendono gli ostaggi, uccidono in maniera crudele la popolazione civile, diffondono l’orrore tra la popolazione locale. Queste “forze dell’autodiffesa locale” hanno abbattuto facilmente alcuni elecotteri ucraini con i lanciarazzi portatili mentre la leadership russa continua a richiamare Kiev di non ostacolare le proteste “pacifiche” della popolazione delle regioni del sud-est d’Ucraina. Nello stesso tempo il Vice-Primo Ministro della Russia O.Rogozin minaccia pubblicamente di prendere il mitra e andare a combattere nel paese vicino. Il recente sequestro da parte dei separatisti dei rappresenzanti della missione militare dell’OSCE con la loro ulteriore liberazione ha confermato il fatto del coordinamento e della diretta influenza della parte russa sulla situazione nei confronti degli ostaggi e la recita dello show sulla loro liberazione.
Con l’avvicinarsi della data delle elezioni del Presidente d’Ucraina previste per il 25 maggio, le azioni di Mosca sulla destabilizzazione della situazione in Ucraina diventano ancora più aggressive. Il 28 aprile a Kharkov è stato commesso un attentato contro la vita del Sindaco Gennadii Kernes, il quale demostrava la sua ferma posizione per la stabilizzazione della situazione e inammissione delle manifestazioni del separatismo. Il 2 maggio i teppisti filorussi hanno attaccato la manifestazione pacifica in favore dell’integrità dell’Ucraina ad Odessa, hanno avuto il luogo gli scontri che hanno provocato oltre 40 morti.
L’obbiettivo tattico della parte russa è far saltare le elezioni presidenziali in Ucaina e compromettere l’ulteriore leggitimità del Governo filoeuropeo di Kiev, destabilizzare definitivamente la situazione nel paese e introdurre le forze armate russe sulla parte continentale dell’Ucraina.
Sembra, che qualcuno dall’esterno spinge la situazione in Ucraina al ripetersi dello scenario della Iugoslavia. Vent’anni fa la sanguinosa guerra civile ha provocato oltre 100 mila vittime mentre le condizioni del conflitto militare si fanno sentire ancora in tutta l’Europa. Per fortuna, gli ultimi avvenimenti in Ucraina non sono l’inizio della guerra civile nel paese, ma gli scontri al Sud e all’Est del paese provocati dall’esterno creano una minaccia reale di tale conflitto.
Vogliamo solo sperare che sia l’Unione Europea che gli Stati Uniti si rendono conto che l’escalation del conflitto è evidente e può provocare delle conseguenze assai disastrose. È evidente che un richiamo all’Occidente di ricominciare la guerra contro la Russia è privo di senso, tuttavia, è inacettabile stare con la mano nelle mani. L’Occidente possiede dei meccanismi della pressione su Putin, ma sta ancora aspettando qualcosa. L’Europa non ha una voce comune, mentre il settore energetico ha prevalso fino d’ora sui valori democratici, la base dell’Europa unita. L’ultimo incontro a Genevra ha dimostrato chiaramente i trattamenti efficaci con Mosca e la de-escalation del conflitto ucraino-russo possono verificarsi solo dopo l’arresto dell’agressore. Questo fatto ricorda bene l’anno 1939, l’agressione della Germania e l’indecisione della Gran Bretagna. La storia è ciclica e bisogna saper prevvedere gli avvenimenti.

Yevhen Perelygin, Ambasciatore d’Ucraina in Italia

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