Il grande fratello russo stringe la mano alla Serbia


La rete di alleanze tra Russi e paesi balcanici continua a estendersi. Ultimo passo la Serbia, tradizionale vassallo russo.

Prosegue a piccoli passi, con sapiente pazienza diplomatica, la tessitura di una rete di alleanze da parte di Mosca nell’Europa centrale. Oltre ai finanziamenti di cui recentemente ha parlato l’ex vice presidente americano Biden, e che avrebbero lo scopo di dividere e indebolire i Paesi occidentali, Putin mira a stabilire una relazione particolare con la ortodossa Serbia, da sempre in sintonia con l’autoritarismo del Cremlino e la sua cultura politica.
Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, a Mosca ha avuto recentemente un lungo colloquio con il leader del Cremlino, Vladimir Putin, sulla collaborazione in campo economico ed energetico. Vucic ha ringraziato la Russia per il sostegno costante nei confronti della Serbia. Il presidente serbo si è detto molto soddisfatto per il costante incremento del volume dell’interscambio economico e commerciale tra Russia e Serbia e per la crescita degli investimenti russi nel paese balcanico. Sono stati firmati diversi accordi bilaterali, compreso quello sull’aumento delle forniture di gas russo alla Serbia nel 2018.
Putin ha sottolineato in particolare l’interesse di Mosca al mantenimento della pace e della stabilità nei Balcani, affermando che la Russia appoggerà qualsiasi decisione e accordo che Belgrado e Pristina dovessero raggiungere sul Kosovo. Vucic ha invitato Putin a Belgrado in occasione dell’inaugurazione, prevista per il 2019, della cattedrale ortodossa di San Sava.

di Gaston Beuk

Sull'Autore

Gaston Beuk

Gaston Beuk è lo pseudonimo di un noto giornalista e scrittore dalmata. Si definisce liberale in economia, conservatore nei valori, riformista nel metodo, democratico nei rapporti fra cittadino e politica, federalista nella concezione dello Stato e libertario dal punto di vista dei diritti individuali.

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