I condoni danneggiano tutti (gli onesti)


Il condono, una pratica esiziale per qualsiasi riforma (giusta) del sistema tributario

Al di là di tutto quello che è stato fatto (o non fatto) dal Governo Conte e le cui conseguenze si potranno trarre solo dopo che i provvedimenti siano effettivamente entrati a regime, c’è una serie di provvedimenti su cui non si può che dare sin da ora un giudizio negativo: i condoni.
Quella dei condoni è infatti una scorciatoia spesso praticata dai governi per racimolare soldi (pochi, ma subito) e voti (chi non è disposto a votare quel governo che gli permette di evadere legalmente?).
Ma è una scorciatoia deleteria sotto ogni aspetto.
Basti considerare alcuni degli innumerevoli condoni fatti (o proposti) dal Governo Conte:

  • quello a “saldo e stralcio” in pratica permette di pagare solo parzialmente e senza alcun altro aggravio cartelle esattoriali già scadute. Si tratta quindi di redditi effettivi, già accertati e notificati: un aiuto non indifferente per chi non ha potuto pagare. Ma chi ha fatto grandi sacrifici, venduto beni o si è indebitato per pagare il dovuto nei termini? Cornuto e bastonato. Diventa questo un evidente incentivo a non pagare le tasse dovute; basta aspettare un condono, prima o poi arriverà
  • il condono sui contributi non versati permette anche qui di chiudere vertenze con grossi sconti. Si tratta in questi casi di un costo doppio per lo Stato (e quindi per i cittadini onesti): prima quando incassa di meno, poi quando deve fornire pensioni per cui non sono stati pagati contributi
  • la possibilità concessa ai comuni di condonare le multe è ancora più significativa: non si tratta di concedere un alleggerimento a chi non ha più i mezzi per pagare le tasse, ma di un vero e proprio favore per chi le multe è abituato a non pagarle
  • il condono per il contante conservato nelle cassette di sicurezza (per fortuna solo proposto) raggiunge vette di ipocrisia: chiaramente non si tratta di mancata possibilità di pagare, ma di denaro che proviene da attività in nero o peggio ancora da attività illecite. Il mezzo proposto per evitare questo raggiungeva le vette dell’assurdo: sarebbe stata sufficiente una dichiarazione di un commercialista per garantire la provenienza del denaro!

Non dimenticando che evade non lo fa contro lo Stato, ma contro gli altri concittadini che sono costretti a pagare più tasse per coprire quanto non versato da lui e che, naturalmente, continua a usufruire dei servizi e delle prestazioni statali-.
Che fare allora? La strada maestra (che da sempre propone Libertates) è quella di una riduzione delle tasse attraverso una riorganizzazione profonda di tutto il sistema fiscale italiano: sostituire a una congerie di imposte, tasse, esenzioni, casi particolari, aliquote fissate spesso a casaccio o frutto di compromessi e di favoritismi con un sistema fiscale snello, con poche aliquote ed esenzioni, trasparente e comprensibile a tutti i cittadini. E che soprattutto garantisca ai cittadini onesti (e non fessi!) di non aver pagato in anticipo quello che altri non pagheranno mai.

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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