È uscito per “LibertatesLibri” il nuovo volume di Giuseppe Brescia dal titolo “Forme della vita e Modi della complessità”.


Il volume è in vendita presso il sito Libertates alla voce Libertates libri

Dopo Il vivente originario, Tempo e Idee e Radici dell’Occidente, lo scavo ermeneutico di Giuseppe Brescia (prosecutore del pensiero di Croce e Antoni, Raffaello Franchini e Rosario Assunto, Karl Popper e Isaiah Berlin) si volge all’interpretazione di “Forme della vita e modi della complessità”, categoria dominante nella storia della modernità. Distinto in tre parti, il volume esamina in un primo tempo “La Fucina del mondo”, sia come metodo della “complessità” in senso epistemologico che come “Sintesi del vitale”, tema specialmente caro all’ultimo, ma non solo all’ultimo, Croce e all’autore; nella seconda parte affronta gli aspetti e problemi del rapporto tra “Dottrina, Sapienza e Teoria”, con particolare riguardo alle trasmigrazioni tra Sacre Scritture e filosofie della modernità (“L’amare se stessi”) e ai Codici vichiani per la critica omerica; infine, nella terza parte, esamina nessi e implicazioni del rapporto tra “Giustizia e Libertà: profili storici e teoretici”, ponendo l’accento sulla lezione di Benjamin Constant, la rivoluzione liberale di Croce e la dottrina della “Legalità” e del “Diritto” nella crisi dell’amministrazione attuale della giustizia, oltre che su vari momenti e testimonianze del nostro tempo (Alfonso Leonetti, Maria Adelaide Raschini, Luciano Pellicani, le radici cristiane del liberalismo, il ripensamento di “nuovi modi” per il liberalismo globale), fino alla centralità del pensiero di Max Weber e i “quattro modi dell’agire sociale” e – ancora prima – di Giambattista Vico e delle “Guise della Prudenza”. Anche i ‘modi categoriali’ o i ‘princìpi regolativi’ (di cui l’autore è tenace assertore ) finiscono per essere ‘forti’, perché ‘fondativi’; ‘funzioni’, a sostegno di ‘strutture’. Come la Libertà, anche la Complessità “può dirsi in molti sensi”, riconosciuta così come “metodo” nella lettura del nostro mondo, tanto ricco di errori opposti e complementari tra gli opposti fanatismi, fondamentalismi e reati. “Quando, dunque, si ode domandare se alla libertà sia per toccare quel che si chiama l’avvenire, bisogna rispondere che essa ha di meglio: ha l’eterno” (Croce, Epilogo della Storia d’Europa nel secolo decimonono, 1932).
Dario Fertilio

Giuseppe Brescia, filosofo storico e critico, Medaglia d’oro del MIUR e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica, componente dei Comitati per le Libertà e Premio “Pannunzio” 2013, è autore di 1450 voci e 80 volumi. Ha collaborato – per Bibliotheca Albatros – alle due edizioni di Maledetta proporzionale, con commento alla lezione di Karl Popper (2009 e 2013); e ha pubblicato Massa non massa. I quattro discorsi europei di Giovanni Malagodi (2011); Il vivente originario (saggio sulla filosofia dello Schelling, nel 2013) e Tempo e Idee. ‘Sapienza dei secoli’ e reinterpretazioni (entrambi con prefazione di Franco Bosio, Milano 2015), fino al recente volume Radici dell’Occidente (2019). Ha collaborato e collabora a “Rivista di studi crociani”, “Nord e Sud”, “La Cultura”, “Nuova Antologia”, “Il Mondo”, “L’Europa”, “Realtà del Mezzogiorno”, “Criterio”, “Oggi e Domani”, “Filosofia Oggi”, “Rivista Rosminiana”, “Il Contributo”, “Giornale critico della Filosofia italiana”, “Annali del Centro Pannunzio” e “Pannunzio magazine”, “Libertates”, “Osservatorio Letterario Ferrara e l’Altrove” e “Tempo Presente”, fondata da Ignazio Silone. Sette ampie “voci” del fondamentale “Dizionario del Liberalismo Italiano” (II vol., Rubbettino 2015) sono state affidate da Fabio Grassi Orsini alla sua cura.

Sull'Autore

Avatar

Libertates è un blog di cultura liberale e democratica, valori nei quali crediamo ed intendiamo promuoverli nella società civile.

Post correlati