Che semplificazione, diamine!


Per semplificare si complica sempre più la normativa: un ginepraio da cui non usciremo più

Tra i provvedimenti promessi dall’attuale Governo c’è quello di attuare una semplificazione della giungla burocratica che soffoca tutta l’Italia. Provvedimento quanto mai necessario e utile, che ha visto la sua prima attuazione nel 1950 quando De Gasperi affidò a Petrilli il primo Ministero per la Riforma burocratica…
Ma come funzionerà questa semplificazione?
Semplicissimo:

  • si crea una commissione presieduta da un Magistrato di livello non inferiore a presidente di sezione, gli si affiancano dieci membri scelti tra i magistrati delle giurisdizioni superiori, gli avvocati dello Stato e i dirigenti pubblici con almeno dieci anni di servizio, più avvocati e professori con almeno vent’anni di anzianita: una rappresentanza di tutti membri autorevoli di quella burocrazia che si vorrebbe sfoltire!
  • La commissione sarà nominata dal Primo ministro e dal ministro della Pubblica amministrazione di concerto (ti pareva…) con quello dell’Economia
  • Dovrà avere il via libera dalla Conferenza unificata (cosa mai sarà?…), dal Consiglio di Stato, dalla commissione parlamentare per la Semplificazione e (tanto per semplificare…) dalle commissioni competenti
  • Questa commissione dovrà essere nominata in un anno dall’approvazione della legge delega; salvo un altro anno per eventuali correttivi: in pratica almeno tre anni (cioè a fine legislatura)
  • L’attività della commissione sarà monitorata da una “Unità per la semplificazione” che fornirà supporto al ministero della Pubblica amministrazione
  • Il tutto sarà coordinato da un Comitato interministeriale formato dal Primo ministro, dal ministro della Pubblica amministrazione e dai ministri interessati attraverso una “Cabina di regia” presieduta dal capo dell’Ufficio legislativo do palazzo Chigi e coordinata da un esperto scelto tra magistrati e avvocati dello Stato
  • Fine della semplificazione!

In pratica si è costruita una torre di Babele per demolire quella esistente! Il risultato più che probabile sarà quello che tutto rimarrà come prima, salvo qualche gettone di presenza in più…

Non sarebbe meglio, come ha sempre sostenuto Libertates, far si che le nuove leggi siano semplici, comprensibili a tutti, senza una pioggia di riferimenti a norme precedenti e soprattutto con una semplicissima clausola finale: “questa norma sostituisce a abroga tutte le precedenti”?
Allora si che avremmo una semplificazione di tutto il sistema, senza tante commissioni fatte da burocrati che dovrebbero eliminare se stessi!

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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