Il referendum è morto di indifferenza. Siamo 10 milioni: ora cambiamo i partiti da dentro
Giovanni Guzzetta, costituzionalista e presidente del comitato promotore, commenta la sconfitta dei referendum e rilancia: l'astensionismo non ha fede né colore, il solo conteggio possibile è quello di chi ha detto “sì”. Dieci milioni di italiani sono stufi del sistema dei nominati, e da dentro i partiti c'è molto da cambiare. E molto sta già avvenendo
Ultime Interviste
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Separazione delle carriere, pm eletti dal popolo, riforma del Csm. In Italia quando si parla di giustizia si dice di tutto di più, ma poi alla fine raramente si fa qualcosa. Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Piero Alberto Capotosti, sostiene che sia colpa di un conflitto perenne fra “potere politico e potere giudiziario” |
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“Il governo non sta facendo niente” e la nuova legge sulle intercettazioni “non risolverà il problema, e poi è fatta in modo tale da lasciare spazio a critiche di personalismi, che sono giuste”. Non ha peli sulla lingua Paolo Guzzanti, deputato del Partito liberale italiano, nel denunciare l’immobilismo del governo e la situazione catastrofica nella quale naviga la giustizia italiana |
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Nella puntata di “Annozero” del 14 maggio scorso, il leader dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto, ha denunciato: “Ci sono 30 lavoratori che oggi sono senza lavoro. E sa perché sono senza lavoro? Perché si sono costituiti parte civile al processo contro la loro azienda. Sono i trenta lavoratori della Thyssen Krupp. La Thyssen Krupp ha licenziato i solo lavoratori che le stanno facendo causa. Questi sono licenziamenti politici. E’ una vergogna”. Il 6 dicembre 2007, alla Thyssen di Torino, morirono sette operai in un tragico incidente. Per fare un po’ di luce sulla vicenda abbiamo intervistato Fabio Carletti, funzionario torinese della Fiom-Cgil, e Claudio Vincelli, funzionario delle relazioni esterne Thyssen Krupp |
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Dino Cofrancesco, professore ordinario di Filosofia della Scienza all’Università di Genova, presidente del Comitato Esecutivo dei Comitati per le Libertà |
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LiberaMente
Le imprese italiane delocalizzano in Svizzera, non in Romania
Da una recentissima statistica appare un dato inquietante per l’economia italiana: in questi ultimi anni ben 76 imprese italiane (piemontesi e lombarde per lo più) hanno delocalizzato la produzione nel Canton Ticino: questo nonostante il costo del lavoro sia in Svizzera ben più alto che in Italia [...]