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Le pensioni che vorrebbe Libertates

angelo
Come dovrebbe essere un sistema pensionistico davvero liberale?

Con le ultime modifiche al sistema pensionistico si è introdotto un ulteriore elemento di flessibilità: la possibilità di andare prima in pensione.
Naturalmente, secondo la più classica metodologia italiana, si è utilizzato un sistema di complessità unica: eccezioni su eccezioni, sistemi di calcolo diversi a seconda del reddito e del tipo di lavoro, integrazione, necessaria, di una ulteriore assicurazione che garantisca le banche che anticipano i soldi per la pensione, eccetera.
Non si può negare che sia un elemento di flessibilità e libertà maggiore per il lavoratore; ma per noi di Libertates non è che un piccolissimo passo in avanti; in questo modo mai si arriverà ad un sistema pensionistico veramente liberale.
Secondo noi, infatti, un vero welfare liberale deve lasciare ogni lavoratore libero di decidere se, come e quando andare in pensione: perché deve essere lo Stato a decidere quanto si deve versare e soprattutto quando uno può o deve andare in pensione? Da libero cittadino potrei preferire lavorare molto, pagare forti contributi e andare presto in pensione, oppure ritirarmi più tardi dal lavoro ma con un forte assegno, oppure lavorare solo l’indispensabile… ognuno ha un’aspettativa del proprio futuro diversa da ogni altro, perché deve essere lo Stato (o meglio la burocrazia) a decidere come devo pianificare la mia vita?

Tutto questo richiede alcuni punti fermi:

In questo modo si introdurrebbero criteri di trasparenza, efficienza, e sostenibilità della spesa che sarebbero utili a tutti: i cittadini che potrebbero scegliere a ragion veduta il proprio tipo di pensione e conoscere quanto lo Stato spende per integrare le rendite più basse, lo Stato che avrebbe solo compiti di controllo e non di gestione diretta. Non dobbiamo dimenticare che attualmente l’INPS spende più del 30% per la gestione del proprio personale e che a carico della stessa sono compiti che niente hanno a che fare con l’assicurazione dei cittadini (come la Cassa integrazione).

Si tratta senza dubbio di una riforma radicale che richiede tempo e coraggio per essere implementata, ma più tardi si inizia… più tardi si arriva…e ormai il tempo stringe: la crisi delle pensioni si avvicina sempre più, ai giovani già si prospetta la “speranza” di andare in pensione a 70 anni con metà (forse!) dello stipendio

Angelo Gazzaniga

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