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LA UE SECONDO LIBERTATES: (IV) ARMONIZZAZIONE SISTEMA FISCALE

Sin dalla sua fondazione è stato uno dei temi fondamentali per l’Europa unita.
Sistemi fiscali basati su logiche e strutture diverse rendono difficoltosa una delle priorità dell’Unione: la libera concorrenza.
Infatti sistemi non confrontabili rendono più facili sia il dumping mascherato che ostacoli occulti alla libera circolazione di merci e capitali: un sistema articolato e complesso (per non dire imperscrutabile) come quello italiano, per esempio, permette di colpire certi prodotti anziché altri (basti pensare ai Bot italiani tassati al 12,50% anziché al 26% come tutti gli altri titoli).
Questo non significa che ogni sistema debba avere aliquote uguali, ma che siano confrontabili: ne è un esempio la tassa sul valore aggiunto che, pur con aliquote diverse, è simile per buona parte dei paesi membri.

Per tutti questi motivi se l’Europa vuole rimanere una potenza di livello mondiale non solo dal punto di vista economico (è ancora il principale mercato mondiale), ma anche e soprattutto da quello morale (è il continente in cui sono nati i valori di una civiltà che si è diffusa in tutto il mondo) non c’è che la strada dell’unione. Obiettivo a cui si può giungere in diversi modi, ma che rimane necessario per non diventare un’accozzaglia di stati minuscoli di fronte ai giganti mondiali: una lezione che noi italiani dovremmo ben conoscere dopo l’esperienza del Rinascimento quando i piccoli stati italiani, ricchissimi di cultura, arte e tradizioni, furono conquistati in un niente da Carlo VIII con la famosa “guerra del gesso”.

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