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Il caso Uber e i taxi: meglio il libero mercato

angelo
Anche nello scontro Uber-tassisti appare chiaro che certi problemi si risolvono con la trasparenza e la concorrenza

In questi ultimi giorni è apparso sui giornali il caso “Uber”: cioè un sistema di prenotazioni di auto a noleggio via smartphone che promette di essere una svolta nel sistema dei trasporti in città.
Infatti:

Dovremmo anche notare che:

Dopo alcuni mesi (giusto in periodo elettorale) i tassisti hanno inscenato una serie di manifestazioni minacciando il blocco del traffico se non si fossero vietati i servizi di Uber.
Prontamente le autorità competenti si sono accorte dei problemi regolamentari ed hanno promesso di esercitare controlli particolarmente severi contro questi abusi.

Ci permettiamo di chiedere:

La soluzione: un mercato libero. Cioè un mercato con delle regole precise (e aggiungiamo noi anche delle garanzie per i tassisti che, grazie al sistema delle licenze, spesso si sono svenati per acquistarne una) che garantiscano una concorrenza e una trasparenza uguali per tutti con un costo minore per gli utenti e un maggiore giro d’affari per tutti.
La soluzione che, guarda caso, è stata adottata in quasi tutte le città USA.

Angelo Gazzaniga

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