Dopo il caso Revolut (centinaia di dati personali e dei conti bancari comunicati a degli hacker in seguito ad una pec fasulla) c’è da porsi una domanda.
Ci sono forse due privacy diverse?
Una privacy dei poveri cittadini come noi che devono compilare a ogni piè sospinto formulari utili solo ad alimentare la burocrazia e una privacy di una banca inglese tra le più pubblicizzate come banca all’avanguardia che comunica dati più che sensibili rispondendo a una semplice mail? Quando sarebbe stata sufficiente una semplice telefonata o una mail di riscontro su un altro indirizzo del richiedente per scoprire la truffa.
Stiamo preoccupandoci tanto dell’intelligenza artificiale, ma mi sa che dovremo preoccuparci ancora di più di quella umana!”
CASO REVOLUT: C’è PRIVACY E PRIVACY

