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Basta con gli sprechi dei concorsi pubblici


Di concorsi pubblici si muore!

Per accedere ad un posto (fisso) statale occorre vincere un concorso. Lo stabilisce l’art 97 della Costituzione.
In questi ultimi anni, complice la crisi economica, la complessità della materia, l’inefficienza e la paralisi della burocrazia e i Tribunali amministrativi, questi concorsi si sono spesso trasformati in tragicommedie: tragici per chi concorre, comici per certi aspetti generali.
Alcuni esempi:

Non è altro che un’altra prova dell’inefficienza e della sclerotizzazione progressiva della macchina dello Stato.. Di un sistema che, grazie alla complessità e alla indeterminatezza delle leggi, permette a chiunque di ricorrere comunque alla Magistratura civile o amministrativa che sia. Tutto questo ha un costo notevole, sia diretto (per questi concorsi si spendono centinaia di milioni ogni anno) sia indiretto perché i partecipanti (circa 280.000 ogni anno) per sei mesi devono astenersi da ogni lavoro.

Andrebbero sostituiti con concorsi limitati a qualifiche più precise, anche con limiti territoriali, in cui si tenga conto non solo di aspetti meramente nozionistici, ma anche delle motivazioni personali, altrettanto necessarie per un’attività e una carriera a tempo pieno. Si potrebbe anche pensare di inibire l’intervento dei Tribunali amministrativi in questi casi (l’aveva già proposto Prodi…).
Altrimenti lo scadimento della Pubblica Amministrazione continuerà inesorabile

di Angelo Gazzaniga

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