Di Angelo Gazzaniga<\em>
Si afferma spesso che la Costituzione italiana è vecchia e sorpassata.
Infatti la nostra Costituzione è a tutti gli effetti una legge, anzi la legge costitutiva dello Stato.
Per questo non può che essere dettagliata, con centinaia di articoli, spesso minuziosi, che prescrivono attentamente le procedure per giungere a certi risultati. E ciò non può non portare ad avere una normativa rigida, poco adatta ad adeguarsi alle modifiche dell’ambiente esistente, con procedure complesse e lente per modificarla.
Ben diversa la situazione di quei paesi, soprattutto anglosassoni, in cui la costituzione non esiste (come in Gran Bretagna) oppure è poco più di una dichiarazione di principi (come negli Stati Uniti).
Questo permette ben altra agilità nell’adattarsi alle modifiche richieste dai tempi e ben maggiori spazi interpretativi.
Tutto questo è certamente vero, ma c’è un “ma” che appare sempre più evidente. Sono queste norme che funzionano quando esiste nel paese una balance of power tra i poteri e soprattutto un riconoscimento di certe regole democratiche non scritte da parte di tutta la popolazione.
Lo vediamo in questi tempi in cui un presidente va in guerra (perché l’attacco all’Iran non è che un atto di guerra) senza addirittura informare il parlamento.
E allora ben venga la nostra vecchia e rigida Costituzione che ci ripara dalle iniziative estemporanee e dalle alzate d’ingegno di certi politici.
VIVA LA COSTITUZIONE!
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