UN’ITALIA VISTA DALL’ISTAT

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Nel più recente rapporto dell’Istat c’è un’immagine globale dell’Italia:

  • Il potere d’acquisto dei salari reali è calato in 5 anni (dal 2019 al 2024) del 10,5%. Più che un calo, un crollo che giustifica come un quarto degli italiani sia a rischio povertà.
    La produzione industriale è calata nel 2024 di 4 punti rispetto al 2023, mentre (e questo va a merito del governo Meloni) l’indebitamento netto è sceso dal 7,2% al 3,4% del Pil.
    Una prova ulteriore di quanto pesi sui conti dell’Italia un debito pubblico enorme. Debito che ci costringe a sacrificare risorse altrimenti utilizzabili in modo ben più proficuo. A buona norma di chi auspica un ulteriore aumento del debito
  • L’occupazione cresce del 1,5% ma cala la produttività, visto che sono posti di lavoro a basso contenuto tecnologico e alta intensità di lavoro. Otto su dieci di questo occupati hanno più di cinquant’anni. Una prova ulteriore della necessità di migliorare la preparazione scolastica (l’Italia ha il più basso numero di laureati in Europa assieme all’Ungheria) e di aiutare aziende tecnologicamente all’avanguardia. Non possiamo rischiare di diventare un Paese di anziani che lavorano perché la pensione non è sufficiente e di giovani che vanno all’estero in cerca di fortuna.
  • Stiamo diventando un Paese di anziani: per la prima volta gli ultraottantenni (4,6 milioni) hanno superato il numero dei bambini sotto i dieci anni (4,3 milioni) e a 370.000 nascite fanno fronte 651.000 decessi.
    È una situazione drammatica che ci avvia ad essere un Paese di pensionati mantenuti da un sempre minore numero di lavoratori attivi.
    Occorre ripensare all’immigrazione non come a un rischio di invasione, ma come ad una opportunità di avere forza lavoro giovane che produce e paga le tasse.
    Ovviamente occorre regolamentare i flussi e incentivare le loro possibilità di lavoro. Non dimentichiamo che lo sviluppo degli USA è stato dovuto prevalentemente agli immigrati.

Di Angelo Gazzaniga

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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