Di Angelo Gazzaniga<⁄em>
“L’Etat c’est moi” è stata l’epressione che ha più significativamente caratterizzato il regno di Luigi XIV, il “Re Sole”.
È stato il simbolo e la più pura espressione dell’assolutismo: il Re è lo Stato stesso, tutto viene ricondotto a lui e tutto discende da lui.
Certi recenti atteggiamenti di Trump sembrano riecheggiare un desiderio simile: dalla richiesta di una nuova legge elettorale che gli permetta di vincere comunque, alle guerre scatenate senza chiedere autorizzazione al Congresso, sino alle modifiche alla Casa Bianca per farla sembrare un’imitazione volgare e puerile di Versailles, oppure alla ridicola iniziativa di intervenire per far togliere una squalifica a un giocatore americano (lui che probabilmente sa a stento che a calcio si gioca in undici).
Sono solo sintomi, sospetti, ma che conducono tutti verso un’unica direzione: il concetto autocratico dello Stato.
E questo è un pericolo davvero grande, se anche la nazione che da sempre è stata simbolo di democrazia e libertà, che è nata proprio per difendere le libertà e le autonomie dei cittadini, ha al suo vertice un personaggio che, pur con tutti i limiti che mostra, sembra tendere sempre più verso un’interpretazione autoritaria dello Stato.
E non si tratta di senilità precoce o infantilismo del soggetto (come è stato suggerito da fonti autorevoli), ma di tutta una parte del sistema politico e dei cittadini che si riconoscono in un atteggiamento autoritario.
Dobbiamo impegnarci tutti noi a difendere l’equilibrio dei poteri, contrastare la teoria che l’esecutivo sia svincolato dal controllo e dall’interferenza degli altri poteri statali (teoria che viene seguita, almeno in parte, dalla Suprema Corte americana) perché difendere questi principi è la trincea avanzata per ostacolare qualsiasi tentazione autoritaria e di “uomo solo al comando” che tanti disastri ha sempre creato.
La Libertà e la democrazia non sono come l’aria che si respira, valori scontati e immutabili., ma vanno difese e sostenute ogni momento.


