Di Alexander Bush<\em>
“La verità raramente è pura e mai semplice”
Oscar Wilde
“In tempi drammatici, nessuno può rimanere vergine all’orrore”, ha scritto Louis Ferdinand Céline citato da Matteo Cavezzali nella sua opera “Icarus, ascesa e caduta di Raul Gardini”, un master piece. Se Piero Ottone fosse vivo, gli direi che la tesi sulla “decadenza organicista” della civiltà occidentale da egli esposta nel libro “Il tramonto della nostra civiltà” edito da Mondadori è genericamente corretta, ma non può essere portata al “punto di equilibrio”. La pandemia ci ha regalato Keynes + la “distruzione creatrice” di Schumpeter; quindi vale il “nihil nimis” di Seneca: “nulla di troppo”.
Domenica 21 settembre 2025, trovandomi purtroppo in una “condizione mista” a causa di forti pressioni familiari, avevo scritto nei miei diari a proposito del cold case caldo di Ghislaine Maxwell, che si può collegare al film “La donna di nessuno” di Vincenzo Marano, che l’Occidente è malato.
L’ex magistrato dal tratto versatile Giancarlo De Cataldo ha detto: “Bisogna scrivere con la pistola puntata alla tempia”, ma, caro De Cataldo, è auspicabile non trovarsi tra gli stati misti; di quella tristissima giornata, ricordo che io e Carlo Sama c’incontrammo a villa Durazzo a Santa Margherita Ligure in occasione della presentazione del suo volume “La caduta di un impero. Montedison Ferruzzi Enimont”, ed eravamo tutti e due molto stanchi per l’eccessivo impegno profuso nelle proprie attività; Carlo sarebbe tornato a Montecarlo:
“Eyes Wide Shut, ultimo atto.
Il giocatore d’azzardo dalle mille facce Donald Trump non ha il senso di colpa, e mangerà l’Altro fino a quando l’Establishment senza checks and balances non deciderà di espellerlo dal suo corpo come un degno erede di Bugsy Siegel. You are unfit to lead United States. La perversione ha i colori del Fascismo. Così è se vi pare, o morire senza maschera. Kennedy venne assassinato nel “dark inside” della Camelot senza dignitas “nel momento ottimale per assicurarne la santità”, come ha scritto James Ell Roy, perché un tossicomane all’ultimo stadio poteva premere il pulsante nucleare nel momento di massima tensione della guerra fredda (si veda il film “Blonde” di Andrew Dominik per farsi un’idea precisa di JFK). E la crisi di Cuba è l’altra faccia dell’Ucraina. Ci sono gli echi di Oswald Spengler nell’analisi molto bella di Massimo Giannini “L’onda nera populista” su “la Repubblica” del 20 settembre 2025: tutte le previsioni di Piero Ottone contenute nel libro magistrale “Il tramonto della nostra civiltà” si sono realizzate trent’anni dopo (correva il settembre 1994), ma c’è di più: le “menti raffinatissime” giuocano con il sangue. Ormai il triliardario borderline con “doppia diagnosi” Elon Musk, sofferente di disturbi dello spettro di Asperger aggravati dall’uso della ketamina e di altre droghe durante i wild parties, è in una situazione disperata dopo i tagli ai sussidi federali alle sue aziende, e ha con Trump lo stesso rapporto che Boris Berezovskij aveva con Putin; il suo obiettivo affannoso, caduto nello stesso meccanismo della arcinota sindrome di Stoccolma che legava l’oligarca al satrapo del Cremlino, è favorire The Donald che rischia di subire scacco matto dalla “superteste” Ghislaine Maxwell, ex girlfriend di Jeffrey Epstein nella speranza – del tutto irrealistica – che l’ex amico Presidente senza presidenza gli salvi l’impero dalla bancarotta (Elon non ha capito che The Donald lo mangerà un boccone alla volta). E così Musk ha tentato di acquistare crediti presso l’inquilino della Casa Bianca, con l’uso della violenza omicidiaria, come Berezovskij ordinò l’esplosione dei condomini a Mosca nel settembre del 1999 (300 morti in tutto) per disporre di un’arma di ricatto nei confronti di Putin: tu sarai l’eroe della Russia in lotta contro i terroristi ceceni, ma hai un debito con me; oggi la storia si ripete con Mikhail Khodorkovsky, tenuto in ostaggio da Roman Abramovic, l’erede di Berezovskij.
Scrive Massimo Giannini, con la consueta lucidità: “L’assassinio di Charlie Kirk ha impresso
un’accelerazione fatale al processo di sfarinamento della democrazia americana. Vedremo cosa accadrà domani (21 settembre 2025, ndr) allo State Farm Stadium di Glendale, dove il popolo Maga celebra i faraonici funerali dell’influencer che promettono di oscurare per sempre il ricordo di quelli di Luther King. Ma lo stiamo già vedendo adesso, con The Donald che stila le liste di proscrizione e dopo Washington e Los Angeles manda la Guardia nazionale anche a Memphis e Chicago, in una nazione in assetto da civil war. Aveva ragione Ezra Klein, a temere sul New York Times che questo vile omicidio sarebbe diventato per gli Stati Uniti di Trump quello che l’incendio del Reichstag fu per la Germania di Hitler: la grande occasione per spostare la notte americana ancora un po’ più in là, lanciando l’attacco finale contro l’esecrata “egemonia woke”, invocando lo stato d’emergenza permanente che prelude allo stato d’eccezione definitivo, la legge marziale, presupposto per la terza rielezione alla Casa Bianca di un Commander in chief ormai trasfigurato in Conducator… “.
Orbene, gli architetti di questa strategia goebbelsiana sono Elon Musk e Donald il Diavolo. Il primo tenta di salvare il secondo, mentre è a un passo dall’Impeachment e poi vedremo perché, attentamente.
Sono inquietanti le parole dello scrittore Scott Turow, nell’intervista di Antonello Guerrera: “Dal mio punto di vista l’omicidio di Kirk può essere ricondotto al contesto di estremismo che il presidente americano Donald Trump e il suo movimento Maga (Make America Great Again) hanno sempre aizzato. E’ lo stesso contesto estremista di cui godono e gioiscono, dopo aver utilizzato il loro attuale potere per demonizzare e punire coloro che hanno idee diverse dalle loro”.
La vera domanda è se può nascere il Terzo Reich in America. Capitol Hill, 6 gennaio 2021, forse è stato l’inizio della capitolazione di una democrazia tarlata dalla sua decadenza.
Facciamo un passo indietro, tra le matrioske di un cold case per una repubblica senza legge, perché qualcosa non torna. L’assassinio dell’estremista xenofobo Charlie Kirk è del 10 settembre 2025, occhio alle date; l’omicidio eccellente e Eyes Wide Shut non sono slegati.
Esattamente cinque giorni prima, il 5 settembre, avevo inviato via Whatsapp ad Alan Chies e poi a Jacopo Rampini, figlio di Federico, un articolo di Paolo Mastrolilli sulla vicenda di Ghislaine Maxwell, l’anello debole di un ambiente criminogeno che coinvolge cittadini al di sopra di ogni sospetto. Aggiungendo: Clinton e Larry Summers stanno facendo un giuoco sporchissimo. “Quello che ho letto tra i dettagli dell’articolo di Mastrolilli, lo propongo immediatamente alla tua attenzione. E’ solarmente evidente a tutti da settimane, per non dire da mesi che è in corso un gentlemen agreement tra Trump e Ghislaine per interposta persona, cioè con il viceprocuratore dell’Attorney General di Pam Bondy Todde Blanche, per il quale tu, Ghislaine, ottieni l’immunità dopo 20 anni di prigione; non è gratis, perché servi su un vassoio d’argento a mister Trump le teste di Clinton e Larry Summers (ex segretario al Tesoro) che sono ricattabili, perché hanno fatto delle porcherie nell’isola del Drago; porcherie vuol dire, per intendersi, qualcosa di simile alla scena di Eyes Wide Shut nella casa di Sydney Pollack a New York city, che chiama Tom Cruise perché è finita in overdose la escort che lo intratteneva, cioè parliamo esattamente delle stesse cose; fondamentalmente sono tre le persone coinvolte negli “Epstein files”, oltre poi alla lista di tutte le altre persone: Clinton, Summers e Trump, che sono tre mascalzoni. Allora, cos’ha fatto Clinton, visto che Ghislaine ufficialmente sta rispettando l’accordo con Trump? Si è servito dei democratici per etero-dirigere la protesta delle vittime degli abusi sessuali di Jeffrey Epstein, facendo un ricatto a Ghislaine proprio alla luce del sole: attenta, che se tu riveli nella deposizione al Congresso quello che io e Summers abbiamo fatto, noi riveliamo gli altri reati per i quali non sei stata perseguita (compresi i conti correnti della Jp Morgan dove sono stati occultati i proventi delle attività delittuose connesse al traffico della prostituzione minorile); ricattandola, la obbligano a fare un giuoco diverso da quello che sta facendo, cioè a favorire chiaramente la posizione di Clinton e Summers; a quel punto Ghislaine sarebbe costretta a parlare soltanto di Trump. Il “Diavolo è nei dettagli” (Victor Hugo e Hegel); a questo punto deve avvenire la contromossa di Trump, che – sentendosi tradito –
si servirà di Musk per uccidere Ghislaine; per di più, la “superteste” è sotto pressione e può tranquillamente arrivare a commettere un gesto suicidario come fece suo padre: qui c’è la “familiarità” con il disturbo. E’ nell’interesse di Trump, che ha un funzionamento antisociale. E’ già successo con Jeffrey Epstein, poi con Virginia Giuffrè e non c’è 2 senza 3.”
La cifra del tycoon senza tripartizione dei poteri è un umore ipomaniaco compensato da disturbi antisociali ad alto funzionamento (il tutto è aggravato dalla “sindrome della hybris”); si tratta però di un “borderline state” compatibile con l’autodistruzione. Tutto questo – scusate l’autocitazione – lo avevo scritto verso la fine di settembre 2025. Mala tempora currunt et peiora premunt, nel crepuscolo dell’Esprit de Lois che sta morendo per consunzione; per parafrasare Martin Scorsese, “The Departed”: il Bene e il Male fanno patta; era vero nel passaggio dall’assolutismo del Re Sole all’Illuminismo, è vero oggi con la III guerra mondiale (che è già cominciata senza che ce ne siamo resi conto). Come aveva scritto l’eccellente inviato Paolo Mastrolilli su “la Repubblica”,
“La grazia a Ghislaine Maxwell in cambio di informazioni per incastrare Bill Clinton? E’ la voce che inizia a girare, sullo sfondo delle conversazioni che il dipartimento della Giustizia Usa sta avendo con l’ex fidanzata di Jeffrey Epstein, nel carcere della Florida dove sconta la condanna a venti anni di prigione per averlo aiutato ad adescare minorenni. A maggior ragione visto che secondo la Abc, gli investigatori le hanno concesso una immunità parziale (in America c’è la discrezionalità dell’azione penale che però, forse, è stato un errore portare al “punto di equilibrio”, ndr). Per certi versi è un sospetto che ha alimentato lo stesso presidente Trump, quando partendo per la Scozia non ha escluso il perdono. “E’ una cosa a cui non ho pensato – ha detto alla Casa Bianca prima di decollare – ma ho l’autorità per farlo”. Quindi ha aggiunto: “Parlate sempre di me, ma io sull’isola di Epstein non ci sono mai andato. Dovreste invece concentrarvi su Bill Clinton, che ci è stato oltre venti volte, o su Larry Summers”.
E la reazione di Clinton+ Summers è stata schifosa, come emerge dall’ottimo report di Mastrolilli del 4 settembre “Epstein, le vittime contro Trump: “Faremo i nomi dei clienti” (Jacopo Rampini ha condiviso tout court le mie considerazioni):
“Avevo quattordici anni, vivevo in California e sognavo di fare l’attrice. Un’amica mi disse che conosceva un uomo molto importante, poteva aiutarmi e cambiare la mia vita. Il prezzo era fargli un massaggio”. Così Chauntae Davies è precipitata nell’abisso di Jeffrey Epstein: “Mi ha violentata, ma ero terrorizzata dall’idea di denunciarlo”. Anche perché lui e Ghislaine Maxwell, la complice che l’aveva reclutata, “si vantavano dei loro amici famosi e potenti. Quello di cui andavano più fieri, sempre, di cui erano molti amici, era Donald Trump”. Una cosa che colpisce, sentendo le vittime del banchiere pedofilo denunciare gli abusi subiti, è l’età. Sono donne mature, molte madri, ma raccontano reati avvenuti quando erano minorenni. Vuol dire che sono passati oltre vent’anni, ma nessuno si è preoccupato di fare giustizia. Perciò sono venute davanti al Congresso a sostenere l’iniziativa dei deputati democratico Ro Khanna e repubblicano Thomas Massie, affinchè i colleghi approvino una “discharge petition” (“mandato imperativo”, ndr) che obblighi finalmente la pubblicazione dei documenti segreti dell’inchiesta, inclusa l’immunità offerta al predatore, che ha impedito di appurare la verità sul traffico di minorenni e i complici: “Le vittime – denuncia Massie – sono oltre 200. Il traffico è durato decenni, ci sono stati enormi trasferimenti di denaro delle banche, e nessuno si è accorto di nulla?”. Non è un atto politico ostile a Trump, giura la deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene che lo ha sempre sostenuto, ma “la necessità di fare giustizia per queste donne, ed impedire che simili abusi si possano ripetere”…
Maxwell si è fatta interrogare dal vice segretario alla Giustizia Todd Blanche, già avvocato di Trump, e ha smentito di aver visto comportamenti inappropriati: “E’ lei – la smentisce Teresa Helms – che mi aveva reclutata. Era presente quando sono stata abusata, complice di un reato. E’ incredibile che l’abbiano sentita senza nessuna di noi presente, glorificata senza contraddittorio da Blanche. Ora l’hanno trasferita in un centro di detenzione che è un “resort”, dopo aver difeso
Trump. Sky Roberts, fratello di Virginia Giuffrè che si è suicidata di recente, teme che dietro ci sia un complotto per scagionare il presidente e concederle il perdono: “Non date la grazia a Ghislaine perché ha commesso reati”… “.
Orbene, come ho scritto a Jacopo Rampini, Clinton e Summers stanno facendo un giuoco sporchissimo: attenta, Ghislaine, se rispetti il gentlemen agreement con Trump, ti facciamo scacco matto (repetita iuvant); di fatto, la femme fatal è obbligata – sotto estorsione – a tradire Trump, che oltretutto ha istigato al suicidio il suo fidanzato Jeffrey Epstein nel 2019. Quindi, questo significa che la realtà è superiore per importanza all’assunto della “sindrome del beneficiato”, come mi ha fatto capire George Soros: un puntino delle mie costellazioni; Freud non aveva ragione delle proprie asserzioni, che oltretutto non hanno valore scientifico, ma aveva ragione solo in parte. La realtà è ambigua e complessa, ed eccede la nostra comprensione del mondo.
Come osserva Mastrolilli, “… Mentre le vittime parlano, Trump le accusa dalla Casa Bianca di “perpetrare un imbroglio dei democratici”…”. Non ha tutti i torti (sic!); come direbbe Soros, Trump ha qualche ragione ma non ha ragione tout court; tuttavia ha un modo di agire anti-sociale che è pericoloso per la Costituzione e la sopravvivenza stessa della democrazia americana.
Infatti, messo all’angolo dai democratici con un’estorsione alla super teste in pieno stile gangsteristico – è il momento in cui distrugge per non essere distrutto –, ha chiesto a Elon Musk di uccidere il suo portavoce repubblicano Charlie Kirk, un capolavoro dell’imbroglio che non ha precedenti dall’incendio del Reichstag. Risultato: l’America ha di nuovo bisogno di Trump come condottiero che la guidi all’uscita dalla violenza. “Più grande è la bugia, più il popolo la crederà”, ha detto Joseph Goebbels. Il mentore di The Donald è Roy Cohn, il braccio destro di Joseph Mc Carthy.
Quale sarà la prossima mossa del gambler The Donald, il più grande truffatore della storia americana? Eliminare Ghislaine, che di fatto non può rispettare l’accordo in gestazione con Todd Blanche, ex avvocato di Trump (qualcuno parla di privatizzazione della Giustizia), in quanto sotto ricatto da Clinton; guarda caso, nell’articolo tra i labirinti di Pirandello pubblicato da Roberto Festa su Il Fatto Quotidiano del 10 febbraio 2026, “Maxwell ci prova: per la grazia è pronta a scagionare Trump”, la “socialite” inglese accetta di subire i ricatti di Clinton ridefinendo l’accordo con Todd Blanche: “La signora Maxwell è pronta a parlare in modo onesto solo se il presidente Trump le concederà la grazia”. In collegamento dalla prigione del Texas, Ghislaine Maxwell ha invocato il Quinto Emendamento – quello che consente di non incriminarsi – e non ha risposto alle domande dei membri della Commissione della Camera che indaga su Jeffrey Epstein. Come ha spiegato il suo avvocato, Maxwell è però disposta a ripensarci, a patto che Trump le restituisca la libertà. Per rendere più allettante la proposta, Maxwell fa sapere di voler parlare per “scagionare” Donald Trump e Bill Clinton, i due presidenti coinvolti nelle trame sessuali di Epstein… “.
Tuttavia la Maxwell non ha capito, nello stress enorme che sta attraversando (una pressione al limite dell’auto-soppressione), che dall’altra parte del tavolo c’è il Caimano americano che è traditore per vocazione, e da gambler consumato non accetta la minima interferenza con le sue regole: è un pokerista all’ultimo stadio; si è registrato il punto più basso nella storia giudiziaria e democratica degli States quando l’Attorney General Pam Bondi, che pare essere la girlfriend del tycoon Presidente, nell’attesa audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera ha dichiarato: “Spero che la Maxwell muoia in cella”. Delle due l’una: o la gentile signora ha spostato l’oggetto dell’avversione da Trump a Ghislaine sotto l’insostenibile pressione dell’autocrate che abita alla Casa Bianca, o è un’istigazione al suicidio. Dunque il mandante dell’azione omicidiaria della teste sarà Trump, i responsabili morali sono Clinton e Summers, che ricattando la “donna del malaffare” la consegnano alla morte. “Stati misti” e accesso alla verità s’incontrano; tra gli stati misti, ci si toglie la vita quando non c’è via d’uscita. Che Trump sia stato il mandante dell’istigazione al suicidio di Epstein l’ho già scritto nel dossier “Scacco matto a Jeffrey Epstein firmato Donald Trump” (l’autocitazione non mi fa onore): “Nell’articolo di Massimo Basile del luglio 2025 “Epstein e i festini proibiti, sospetti su Donald. I dem: verità su quei file”, il Diavolo è nei
dettagli: “… Il nome di Trump era già emerso in una pagina della rubrica telefonica del finanziere (Epstein, ndr), assieme ai numeri dei cellulari dei figli Ivanka, Donald Jr ed Eric. Nei registri di volo, Donald viene citato sette volte a bordo del Lolita Express tra il 1993 e il 1994. Nel gennaio del 2024 una delle presunte vittime di Epstein, Sarah Ransome, raccontò che una sua amica “era una delle tante ragazze che avevano avuto rapporti sessuali con Trump”. “Mi disse – aveva aggiunto – come lui continuasse a ripeterle quanto gli piacessero i suoi “capezzoli sodi”. Negli anni ’90 il tycoon aveva magnificato la sua amicizia con Epstein, ricordando come a entrambi piacessero le “belle donne, anche giovani”. Dopo l’arresto nel 2019 del finanziere, ne aveva preso le distanze (trovato morto suicida un mese dopo nella stessa cella che aveva ospitato l’agente del Sismi Francesco Pazienza, ndr)… “. Il collegamento tra i due era l’avvocato David Schoen, legale del pedofilo Jeffrey e di The Donald. Avete presente Tom Hagen nel film Il Padrino?
Questa bella persona che è Trump eliminerà Musk, finito come Howard Hughes, ripagandolo con la “sindrome del beneficiato”. Ghislaine Maxwell, la morte è nel nome.
Ditemi voi se Spengler non ha vinto… Ma l’Illuminismo cederà il posto all’Open Society Fund, con il favore della guerra civile. Una nuova era sta per vedere gli albori, come non accadeva dalla Rivoluzione francese. Ironicamente, il più accanito difensore dell’Età dei Lumi senza luce è Donald Trump, l’Avvocato del Diavolo.


