Di Angelo Gazzaniga<\em>
Sarno: un nome che non si può dimenticare: nel 1998 una frana più grande delle tante che martoriano la questa valle fece qualcosa come 160 morti.
Questa tragedia fu dovuta a uno sconsiderato sfruttamento del suolo e a un abusivismo sfrenato.
Lo Stato, spesso tanto vituperato, intervenne in maniera importante: furono realizzate 11 enormi vasche e 20 chilometri di canali.
Ma, come purtroppo spesso accade in Italia, quella che è venuta meno è la parte più semplice, la manutenzione ordinaria, che non è mai stata fatta.
Così opere per centinaia di milioni sono state invase da sterpi, erbacce e alberi che su quel terreno particolarmente fertile si sono sviluppate; ad esempio la gigantesca vasca Episcopio situata proprio a monte della contrada che ebbe il maggior numero di morti è invasa da una giungla giallastra e completamente inutilizzabile.
Se a questo ci aggiungiamo lo scarso (!) senso civico di tanti abitanti che hanno utilizzato questi canali come discarica si vede some questi interventi si siano risolti in un gigantesco spreco di risorse pagato da tutti i cittadini che pagano le tasse.
Siamo alle solite: in Italia la manutenzione delle opere viene regolarmente trascurata perché non fa spettacolo, non permette di acquisire consensi e voti, ma è un lavoro oscuro e costoso.
Alla fine ci sarà una nuova alluvione, con morti e danni: sulla coscienza di chi?


