Di Angelo Gazzaniga<⁄em Indubbiamente il rincaro del gas sui mercati mondiali è la maggior causa degli aumenti di questo periodo,, ma anche la burocrazia e l’inefficienza italiana danno una mano. Infatti ora il gas sul mercato di Amsterdam ha superato i 70 euro, ma nel decreto bollette del Governo era previsto un meccanismo per azzerare almeno lo spread , cioè il costo ulteriore (3,4 euro) pagato sul mercato italiano. Le risorse ci sono perché la Snam ha nel frattempo venduto le riserve straordinarie accumulate nel 2022, ma non è successo niente perché l’Arera è ferma in quanto ci sono state obiezioni di distorsione del mercato e la Commissione Europea non si è ancora espressa. Sarebbe comunque possibile una soluzione del tipo di quella adottata in Spagna: un “tetto” al costo del gas, superato il quale scatterebbero le compensazioni. Ma, c’è sempre un ma in Italia, occorre negoziare il valore del tetto, e qui Arera latita. Ma l’aspetto più grave é che le rinnovabili restano al palo, invischiate in un groviglio di norme, regolamenti e veti inestricabile: basti pensare cha la Regione Sardegna ha vincolato il 98% del territorio (cioè lo ha reso inutilizzabile) e il decreto che avrebbe dovuto semplificare l’iter burocratico per ottenere concessioni, promesso nel prossimo decreto imprese, è ancora in alto mare. L’unica cosa che si è riusciti a fare è il solito bonus che costa molto e non risolve nulla a lungo termine. Ennesima prova che senza una politica industriale solida e a lungo termine si rimarrà sempre alle soluzioni tampone e ai bonus, vera specialità ormai dell’Italia.
RINCARI ENERGIA: MA NON E’ TUTTA COLPA DEL MERCATO
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