QUALE FUTURO PER LA UE SECONDO LIBERTATES

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Di Angelo Gazzaniga<\em>

Nessuno può negare i risultati ottenuti dall’Europa in questi ultimi decenni:
Una pace duratura e stabile (non dobbiamo dimenticare che due dei principali Paesi europei, Francia e Germania hanno combattuto tre guerre in 75 anni)
un mercato comune che ci ha permesso di diventare la maggiore potenza economica del globo
una moneta unica e stabile (come non pensare alle crisi della lira prima dell’avvento dell’euro?)
la possibilità per ogni europeo di viaggiare, studiare e cercare un lavoro liberamente in tutto il continente senza discriminazioni e ostacoli (come non ricordare le immagini degli emigranti italiani ?)
Ma nessuno può non riconoscere come l’Unione Europea abbia perso via via slancio e creatività: si è burocratizzata in un gorgo di regolamenti, ricerca di compromessi ed equilibri politici che l’hanno ingessata e resa inerme di fronte all’aggressività degli altri competitori.
Cosa suggerisce allora Libertates?

– ABOLIZIONE DELL’UNANIMITA’ NELLE VOTAZIONI
il criterio dell’unanimità è indubbiamente ideale per garantire i diritti di tutti i membri, ma lentamente quanto inesorabilmente tende a scivolare nel ricatto e nell’immobilismo. Troppo facile per un qualsiasi membro (anche e soprattutto se piccolo) bloccare tutto con il ricatto: tolgo il mio veto se mi riconoscete vantaggi extra… (come non pensare all’Ungheria?). Ne abbiamo del resto un esempio nella Confederazione Germanica nata nel 1815 per unire i vari stati tedeschi e morta di inedia per l’incapacità di superare il criterio dell’unanimità.
Si potrebbe creare un sistema sul tipo di quello svizzero o americano: dev’esserci la maggioranza dei Paesi membri e dei cittadini. In questo modo si tutelerebbe i diritti dei Paesi minori.
Meno utile anche se più facilmente utilizzabile il metodo delle due velocità: chi non vuole partecipare a certe iniziative può chiamarsi fuori e quindi potranno proseguire solo quegli stati che l’approvano. Ma in questo modo si minano le basi del procedere comune: basti pensare al caso Mes; l’Italia si chiama fuori e gli altri l’approvano, ma in caso di crisi del sistema bancario italiano il Mes non potrebbe intervenire anche se gli effetti si riverberebbero sull’euro e sugli altri sistemi bancari.

– MERCATO UNICO DEI CAPITALI
Attualmente esiste il mercato unico per le merci e per i lavoratori. Un mercato unico dei capitali permetterebbe non solo la loro libera circolazione, ma soprattutto la possibilità di investimenti liberi in campo comunitario quando ancora adesso esistono lacci e lacciuoli per investimenti in altri paesi Ue (basti pensare all’esempio Unicredit-Commerzbank).
Ma un mercato unico dei capitali è fondamentale per poter creare debito comune garantito da tutti i paesi membri. Una misura che permetterebbe di finanziare iniziative comuni senza aumentare i singoli deficit di bilancio.
Una misura essenziale per garantire maggiormente l’euro: unico esempio di moneta unica basata esclusivamente su accordi monetari e non su un mercato unico di capitali.

DIFESA UNICA
Altro elemento fondamentale, soprattutto ora che l’ombrello degli Usa sembra destinato a ridursi. Avere una difesa unica non significa però avere solamente un esercito unico o perlomeno unificato in tanti elementi: significa avere un’industria degli armamenti se non unificata, per lo meno coordinata.
Perché gli stati europei non solo spendono poco (secondo Trump e purtroppo secondo la situazione mondiale), ma spendono male. Infatti ognuno tende a aiutare le proprie aziende nazionali, spesso in concorrenza tra di loro e a privilegiare la difesa dei posti di lavoro anziché una maggiore efficienza e competitività sul piano mondiale. Il che, tra l’atro, favorirebbe l’espansione e quindi l’aumento di posti di lavoro per tutti. Basti pensare all’esempio del nuovo caccia di VI generazione (arma fondamentale per la difesa aerea): mentre gli stessi Stati Uniti progettano un unico caccia, in Europa c’è aperta concorrenza tra il progetto italo-anglo-giapponese e quello franco-tedesco (che tra l’atro sta già naufragando per le pretese francesi di dirigerlo). Una dispersione di capitali e forze che porta inevitabilmente a costi maggiori e massa critica minore.

Sono alcune tra le tante proposte ferme da anni: ma restare fermi significa perdere sempre più competitività e importanza in un mondo che va sempre più veloce

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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