Di Angelo Gazzaniga<\em>
Continua la lotta per avere salari dignitosi e umani per tutti.
C’è appena stata l’iniziativa della magistratura che ha imposto un amministratore giudiziario a diverse imprese che danno stipendi inammissibili in base a contratti “pirata”. Cioè contratti stipulati con organizzazioni sindacali fantasma che creano contratti ad hoc per una percentuale infima di lavoratori, ma che riguardano coloro che lavorano presso qualche ditta.
Si tratta di contratti che interessano non più del 3% dell’intera forza lavorativa.
Proprio su questo argomento le maggiori associazioni imprenditoriali si son rifiutate di sedere al tavolo del Ministro perché non intendono trattare di salario minimo con questi sindacati (sono centinaia) che fanno gli interessi di pochi disonesti alle spalle dei lavoratori e delle imprese regolari che si vedono fare un\a concorrenza sleale.
Ma una soluzione ci sarebbe: applicare quell’art 39 della Costituzione che recita: “L’organizzazione sindacale è libera [cfr. art. 18].
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
Come si vede un articolo, semplice, chiaro e mai applicato. Mai applicato perché presuppone un atto sempre rifiutato dai sindacati: quello di contarsi, di stabilire un ordinamento democratico, di registrarsi.
Eppure sarebbe una soluzione semplice: stabilire contratti validi per tutti in proporzione ai loro iscritti.


