PERCHE’ NO A UNA PATRIMONIALE

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Di Angelo Gazzaniga

Dando per scontato che dal punto di vista morale una patrimoniale sia un provvedimento giusto e auspicabile: come giusti e auspicabili sono tutti quei provvedimenti che, in nome della sussidiarietà e del reciproco aiuto tra uomini tolgono (poco) a chi ha molto e danno (molto) a chi ha poco. E’ la stessa motivazione per cui l’imposta è proporzionale e non piatta.
Esistono però sistemi più giusti ed efficaci per ottenere una simile redistribuzione del reddito.
Infatti una patrimoniale presenta numerosi difetti dal punto di vista fiscale e dal punto di vista pratico.
Dal punto di vista fiscale una tassazione del reddito quando viene incassato è sempre più equa e razionale rispetto al tassare questo reddito quando viene speso. Un cittadino dovrebbe pagare le tasse in funzione di quanto guadagna, indipendentemente dalla fonte e non in base a quanto e soprattutto come spende: pago su quello che entra, non su quello che spendo o ho speso. Un semplice esempio: se due soggetti hanno lo stesso reddito e Tizio lo spende comperando una casa crea valore e lavoro mentre se Caio lo spende in un viaggio intorno al mondo non crea nulla: in questo caso Tizio pagherà una patrimoniale e Caio no.
Dal punto di vista pratico, inoltre, finirebbe per essere una tassa che colpisce i soliti, cioè coloro che già pagano una tassazione elevatissima. Perché è abbastanza ovvio che i veri grandi capitali non siano in Italia, ma in paradisi fiscali più o meno noti e quindi irraggiungibili e che, alla fine, spunteranno una serie di bonus ed esenzioni (escludendo ad esempio tutti i buoni del tesoro) col risultato di colpire esclusivamente i proprietari di case che già pagano una piccola proporzionale (l’IMU).
Cosa sarebbe meglio fare?
La via maestra sarebbe quella di ridurre evasione ed elusione: un modo per incassare un flusso di imposte regolare e più giusto per tutti o reintrodurre una tassa di successione senza esenzioni e quote escluse: sarebbe anche questa una patrimoniale che però colpirebbe solo coloro che ricevono dei beni in via eccezionale e come surplus di reddito.

Soluzioni quindi per far si che i più ricchi aiutino i più poveri in un momento difficile ci sono, ma bisogna evitare che questo aiuto sia dato dai soliti che già pagato le tasse per tutti gli altri.

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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