NON SOLO LA MAGISTRATURA, CI SONO ANCHE I MAGISTRATI

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Di Angelo Gazzaniga<\em>

Nella furiosa battaglia sul referendum, battaglia su una legge che, secondo alcuni, affosserebbe l’indipendenza dei magistrati mentre, secondo altri, permetterebbe un suo migliore funzionamento, andrebbe anche notato come la magistratura sia fatta da uomini che in certi casi lavorano egregiamente mentre in altri non funzionano proprio.
Non si tratta solo di modificare norme e leggi, ma, come sostiene Libertates da sempre, di permettere a chi lavora di più e meglio di far carriera facendo in questo modo l’interesse di tutti. In quale maniera? introducendo anche qui il concetto di meritocrazia.
Criterio difficile da applicare in questi contesti, ma si potrebbe iniziare valutando i giudici non in funzione di quante sentenze scrivono (si favorirebbero in questo modo sentenze “copia e incolla”) ma, ad esempio, valutare l’operato di un giudice dal numero delle sue sentenze modificate o rigettate in appello.
Un esempio di come la giustizia funzioni diversamente a seconda dei giudici lo abbiamo in questi giorni:
da un lato la Procura di Milano che ha disposto il controllo giudiziario per due delle maggiori ditte di consegna a domicilio sostenendo che i raider sono sfruttati e sono dipendenti a tutti gli effetti e quindi da tutelare come da contratto di categoria. Un fenomeno quello dei raider che tutti abbiamo sott’occhio senza che nessuno, e tantomeno la politica, faccia alcunché per ovviare a questa schiavitù moderna: è dovuta intervenire la magistratura.
Un esempio opposto l’abbiamo con il processo “Eternit”: un processo che si trascina dal 1993 (!) ed è terminato con un’assoluzione generale per avvenuta prescizione.
Ripreso in base a una nuova accusa di omicidio colposo sarebbe giunto finalmente all’atto conclusivo se la Cassazione non avesse rimandato il tutto al Tribunale perché all’unico imputato, svizzero, non era stata fatta pervenire la traduzione in tedesco di alcuni atti… Un bell’esempio di efficienza e professionalità
Due storie diverse, due protagonisti diversi, d’accordo, ma da una parte abbiamo magistrati che cercano di supplire a mancanze legislative, dall’altra magistrati che in 23 anni non riescono a concludere un processo.

Non serve solo una modifica delle leggi per far funzionare la magistratura, serve un criterio di valutazione dell’attività dei giudici.

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Angelo Gazzaniga
Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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