Il Presidente è intervenuto a una sessione normale del CsM (cosa del tutto unusuale) per stigmatizzare con parole chiare e nette le modalità con cui viene affrontata la campagna referendaria.
Immediatamente gli hanno dato tutti ragione: la destra sostenendo che era un intervento contro Gratteri, la sinistra sostenendo che era contro Nordio.
In effetti vorremmo dire che secondo noi era un intervento contro tutti e due.
Un intervento contro una campagna “alla Trump”: con attacchi diretti agli avversari fatti con rancore, spesso odio, con motivazioni rozze e senza autentiche spiegazioni sui meccanismi della riforma.
Servirà l’ammonizione di Mattarella? Speriamo di si e temiamo di no.
Certamente è un modo di fare politica che allontana la maggior parte dei cittadini e giustifica la disaffezione che mostrano andando sempre meno alle urne.
MATTARELLA E LA CAMPAGNA REFERENDARIA
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