Di Angelo Gazzaniga<⁄em>
Sono arrivati gli ultimi dati relativi al superbonus: il costo ha ormai superato i 160 miliardi, e in base agli ultimi dati, le richieste truffaldine superano il terzo delle domande.
Sono dati che fanno riflettere a quali risultati porta il pressapochismo e il desiderio di consenso di certa nostra politica.
Infatti non è certo un errore il cercare di far ripartire l’economia dopo lo shock del Coronavirus concedendo bonus e aiuti al settore più sensibile e più importante per l’economia italiana: l’edilizia.
Ma quelle che sono state affrontate in modo dilettantesco e approssimato come se non si conoscesse la situazione italiana sono state le modalità esecutive.
Garantire un rimborso statale semplicemente dietro presentazione di una fattura relativa ai lavori fatti in un Paese in cui frodi fiscali, evasione e malavita organizzata sono particolarmente sviluppate, specie nel campo dell’edilizia, senza un controllo dei lavori effettivamente eseguiti è un comportamento di una ingenuità senza pari.
Abbiamo così avuto frodi, per lo meno quelle già accertate, per almeno 50 miliardi: una cifra colossale che si sarebbe potuto impiegare in ben altro modo, e un debito che continua a gravare sul bilancio impedendo misure di rilancio dell’economia in generale.
Questo ci dovrebbe insegnare che non è sufficiente fare delle leggi con buone intenzioni, ma occorre farle bene e prevederne nel limite del possibile le conseguenze, il che dovrebbe essere il compito del buon politico.


